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Iccrea studia un socio per la sua società nella monetica

Iccrea, che riunisce 130 Bcc italiane, studia la cessione di una quota, probabilmente di minoranza, delle attività nella monetica. Queste ultime sono state di recente oggetto di uno spin off.

Attualmente il mondo del credito coperativo è una realtà che colloca circa 2,5 milioni di carte di pagamento (credito, debito e prepagate), con 100 mila Pos e 4.500 Atm. Il polo della monetica nasce sulla scorta dei volumi realizzati finora dal gruppo Iccrea che, insieme alle Bcc, (secondo i dati del 2019) rappresenta il terzo player in Italia per terminali attivi, 180 mila, e il quarto per volumi transati. Fino a due anni fa il precedente management aveva intenzione di unire le attività nell’e-commerce a quelle nella monetica: era stata anche creata una società, cioè Ventis, ma il progetto non si è poi concretizzato. Ventis è stata quindi ceduta e con il nuovo management il gruppo si è focalizzato sulla sola monetica. La valutazione di queste attività, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere sui 400 milioni di euro, in base a recenti multipli che si aggirano a quasi a 20 volte l’Ebitda.

La possibile cessione di una minoranza è comunque una delle opzioni allo studio, ma al momento non sarebbe stata presa alcuna decisione e il mondo cooperativo potrebbe anche mantenere la piena proprietà della sua società di monetica, come già è stato fatto con altre società di prodotto. Iccrea, contattata, non ha commentato le indiscrezioni. Il settore fintech è del resto di fronte a veloci cambiamenti. Alcune banche hanno ceduto le loro attività specializzate e si sono formati dei leader di mercato. Bnl-Bnp Paribas di recente ha ceduto l’80% di Axepta Italia al gruppo transalpino Worldline. Il maggiore concorrente, cioè Nexi, fusosi con Sia e la danese Nets, ha condotto una lunga serie di acquisizioni di attività del settore.