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Contro-offerta dagli obbligazionisti: ecco il piano per il rilancio dei traghetti Moby

Sul tavolo di Moby e della famiglia Onorato arriva una controproposta del comitato degli obbligazionisti Ad Hoc. Giovedì, secondo le indiscrezioni, sarebbe arrivata una contro-offerta, dopo quella inviata dalla stessa Moby a tutti i creditori ai primi di febbraio. L’obiettivo è presentare entro fine marzo al Tribunale di Milano un piano di salvataggio della società dei traghetti.

La richiesta degli obbligazionisti raccolti in Ad Hoc Group. Secondo quanto indicato da Reorg, nella controproposta dei creditori riuniti nell’Ad Hoc Group si chiede una maggiore iniezione di capitali da parte dell’investitore, cioè Europa Investimenti. Quest’ultimo, secondo il piano proposto, dovrebbe infatti iniettare 30 milioni di euro, ampiamente garantiti da un collaterale sulle navi per circa 70 milioni di euro. Secondo gli obbligazionisti di Ad Hoc, a fronte di nuova finanza, con basso rischio grazie appunto alla garanzia sulle navi, Europa Investimenti avrebbe un super-rendimento: di 5 volte il capitale. Sempre secondo Ad Hoc Group, questo rendimento elevato sarebbe giustificato dal fatto che Europa Investimenti non chiede paletti sulla governance aziendale, lasciando il totale controllo alla famiglia Onorato. Quindi, è la conclusione di Ad Hoc, è necessaria un’iniezione (con maggiore equity) più sostenuta di capitali da parte di Europa Investimenti.

La risposta di Moby. Moby (affiancata dai legali di Gianni Origoni Grippo) e l’amministratore delegato Achille Onorato ribattono spiegando che la proposta già mandata, migliorativa rispetto alle precedenti, sta riscuotendo buoni riscontri. Fonti vicine a Moby indicano che la proposta sembra avere il gradimento di creditori istituzionali, quindi le banche, fornitori e dei commissari di Tirrenia. Inoltre le stesse fonti vicine alla compagnia dei traghetti, spiegano che la governance prospettata (con la famiglia Onorato che resta saldamente al controllo) verrebbe accettata da tutti i creditori e che la richiesta di Ad Hoc penalizzerebbe al contrario gli altri creditori e l’azienda stessa.

Il piano e le percentuali di recupero. Per ora il piano potrebbe avere il consenso delle banche (esposte per 260 milioni) e dei commissari di Tirrenia (per 180 milioni). Di sicuro, il comitato Ad Hoc Group sembra l’ultimo scoglio da superare per la famiglia Onorato prima di presentare un piano di ristrutturazione al Tribunale di Milano a fine marzo. Le percentuali di recupero indicate nel piano di Moby presentano, al momento, per le banche una percentuale di recupero del 75% (15% subito per cassa e 60% con un credito rimanente) e dell’85% per gli obbligazionisti (10% per cassa e il 75% come credito restante).