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A2a, Eni e gli altri che puntano sul green. Dopo Octopus, le operazioni NextEnergy e Glennmont

Il settore delle rinnovabili in Italia è pronto a creare nuovo fermento, in termini di fusioni e acquisizioni. E’ una delle conseguenza del nuovo clima di sostenibilità e di energia verde che si sta diffondendo, a maggior ragione post-Covid. L’obiettivo è ridurre le emissioni.

Ma cosa sta succedendo sul mercato? Quante operazioni di fusione e acquisizione sono ai nastri di partenza? La multi-utility A2a ha appena rilevato dal gruppo Octopus Renewables un portafoglio di 17 impianti fotovoltaici con una valutazione di oltre 200 milioni e già si preparano a partire altri due nuovi processi di vendita nell’energia «green».
Il fondo internazionale NextEnergy Capital è pronto a cedere gli asset di Nextpower II, fondo con impianti fotovoltaici nel Sud Italia per complessivi 150 megawatt. Altro importante dossier è nell’eolico. Il gruppo britannico Glennmont Partners e il fondo pensione olandese Pggm si stanno preparando alla vendita di oltre 300 megawatt di impianti eolici nel Sud Italia. Al lavoro sono gli advisor Rothschild e L&B Partners.

Ormai, come dimostra l’operazione A2A-Octopus, interessati al settore sono le multi-utility oppure le multinazionali dell’energia. Queste ultime si stanno sostituendo nelle acquisizioni ai grandi fondi internazionali: da A2A fino ad Erg per continuare con Eni, Edison, Falck Renewables. Tra i fondi infrastrutturali il più attivo è F2i. Proprio quest’ultimo, di recente, ha ceduto il 30% della sua controllata Ef Solare a Credit Agricole Assurances-Predica.