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Unicredit-Banco Bpm, per Equita avrebbe una quota di mercato del 18%

Ieri il Cda di Unicredit ha identificato all`unanimità Andrea Orcel come prossimo amministratore delegato: entrerà in carica il 15 aprile dopo l`assemblea di rinnovo del board. Secondo le indiscrezioni, l`attuale CEO Mustier potrebbe dimettersi dopo la presentazione dei risultati 2020 a febbraio, con il periodo antecedente la nomina di Orcel coperto da un direttore generale.
E sonodi nuovo sotto i riflettori anche le indiscrezioni, che periodicamente tornano, sull`eventualità di un’unione tra Unicredit e Banco Bpm. Ipotesi che sicuramente resta meno probabile rispetto alla strada che porta a Mps, dove si uniscono diverse ragioni, anche politiche.

Comunque l’operazione con Banco Bpm, secondo gli analisti di Equita, avrebbe particolarmente senso dal punto di vista industriale poiché permetterebbe a Unicredit di rafforzare significativamente il proprio posizionamento competitivo in Italia (con una quota di mercato che passerebbe dall`11% al 18% contro il 20% di Intesa Sanpaolo-Ubi), specialmente al Nord. Secondo i calcoli di Equita, assumendo un deal con una valutazione riconosciuta a Banco Bpm di 0.35x P/TE (rispetto alle 0.26x attuali) con il 40% pagato per cassa, la combined entity atterrerebbe con un CET1 pro-forma al 12.7% (in linea con Unicredit standalone) e un NPE Ratio del 5% post 2,3 miliardi di oneri di ristrutturazione interamente coperti da DTA, con un ROTE del 7% al 2022. L`operazione vedrebbe un EPS accreation per Unicredit del 5% al 2022. La combined entity tratterebbe con un P/TE del 0.3x.