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Il mercato e gli analisti promuovono l’arrivo di Orcel come Ceo Unicredit

Ha un forte curriculum da investment banker, ha seguito le grandi fusioni e acquisizioni degli anni passati e con l’arrivo a Unicredit dovrà dimostrare di saper mettere mano anche a un’area come il retail bancario, che si trova di fronte a una grande trasformazione.

Ma, almeno per ora, gli analisti promuovono l’arrivo di Andrea Orcel come nuovo Ceo di Unicredit anche se il titolo dopo lo scossone di ieri in scia ai rumors sulla sua scelta, oggi viaggia in Borsa in calo in area 7,70 euro. Proprio il track record nell’investment banking viene visto come carta vincente, secondo alcuni. Un fattore importante se, come sembra, Unicredit dovrà essere attore protagonista del processo di fusioni e acquisizioni, a cominciare dall’operazione Mps dove viene visto (almeno dall’ex-Governo Conte) come il compratore naturale. Ma non solo. Sul lato delle Fondazioni e soprattutto di Leonardo Del Vecchio, viene invece assecondata la volontà di avere un Ceo con grande esperienza internazionale per venire incontro alla platea di soci istituzionali di piazza Gae Aulenti. Ora, secondo alcuni, la sfida di Orcel sarà quella di ottenere le condizioni migliori per Unicredit (quindi con una dote statale che neutralizzi qualsiasi rischio) in modo da metabolizzare l’unione con Mps.

Le opinioni degli analisti sono state elencate in una lunga Ansa di oggi. “Apporterà una lunga esperienza di investment banking e M&A che potrebbe tornare utile per definire la nuova strategia del gruppo data l’ondata di consolidamento in corso nel mercato italiano, dopo la strategia ‘no M&A'” di Mustier”, scrive Mediobanca Securities. Sullo stesso tenore Kepler Cheuvreux. “Una decisione chiave del piano strategico – si legge in un report – riguarderà l’approccio all’M&A che Jean Pierre Mustier non ha favorito, concentrandosi invece sulla ristrutturazione interna e sul derisking. La decisione del board sull’M&A è “importante data la discussione in corso con il Mef su un potenziale accordo con Mps. Orcel – viene ricordato – è stato un forte dealmaker ed è nella posizione migliore per negoziare il miglior accordo per gli azionisti”. Per Citi “Orcel ha chiaramente forti credenziali, data la sua esperienza precedente e il riconoscimento internazionale. Per quanto riguarda il Monte, dato che il presidente Padoan sarà stato fondamentale nella sua nomina e lo vediamo anche come un ‘driver’ chiave di un potenziale accordo per il Monte, crediamo che un’intesa in tal senso rimane probabile, assumendo che possa essere strutturata in modo neutrale per UniCredit”. Goldman Sachs considera la nomina di Orcel “più commerciale che politica così come il mercato ha temuto dalle dimissioni di Mustier”. Viene letta, inoltre, come “una scelta pragmatica che è abbastanza indipendente da mantenere gli investitori internazionali” dalla propria parte. L’ex banker di Merrill Lynch e Ubs “conosce il mercato italiano abbastanza bene – viene poi sottolineato – da attrarre nuovi investitori locali che si sono storicamente schierati con la quota di mercato nazionale di Intesa Sanpaolo”.

“La nomina di Orcel dovrebbe godere di ampio consenso presso la base azionaria di Unicredit”, scrive Equita che tiene l’hold sul titolo con prezzo obiettivo di 8,8 euro. “Nonostante la visibilità strategica – si legge nella Morning Note – continui ad essere necessariamente limitata, riteniamo che il venir meno dell`incertezza sulla figura del Ceo e la selezione di una figura di alto profilo rappresentino un ‘catalyst’ positivo per il titolo nel breve”. Sulla stessa linea Socgen che si sofferma sull’accelerazione alla digitalizzazione che Orcel potrebbe imprimere e che è “considerata cruciale nello sviluppo di una banca”. In questo senso Bbva, di cui il banker è stato l’artefice, è “il modello”. “La nomina di Orcel sta portando ad un dibattito sulla direzione strategica della banca”. E data la sua reputazione “per il deal making, una serie di opzioni, sia domestiche che internazionali potrebbero essere sul tavolo”, ribadisce Redburn. “Anche se Mps non è l’unica opzione di M&A per Unicredit, crediamo che rimanga altamente probabile. Considerando la grande esperienza di Orcel nelle operazioni di M&A, ci aspettiamo che possa ottenere le migliori condizioni possibili per gli azionisti di Unicredit in un potenziale accordo”, afferma Intesa Sanpaolo. Ma per gli analisti “la vera sfida è il rilancio dell’attività commerciale di Unicredit, che rimane il core business del gruppo”.