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Almaviva e le voci (smentite) su un aumento per un partner e sull’incarico a JpM

Il settore digitale è vicino a una trasformazione globale e in Italia, complice una quota sostanziosa del recovery fund che sarà destinata a questo comparto, c’è grande fermento. Tutti i maggiori attori si stanno muovendo e, secondo le indiscrezioni, un certo attivismo c’è pure nel gruppo romano Almaviva, che fa capo alla  famiglia Tripi per oltre il 95% del capitale azionario e per poco più del 4% ad altri soci.

Secondo indiscrezioni, sarebbe stato affidato un incarico alla banca d’affari Jp Morgan, finalizzato all’individuazione di un investitore che possa sottoscrivere un aumento di capitale da circa 200 milioni di euro di Almaviva.  Il dossier sarebbe allo studio di alcuni investitori. Tuttavia Almaviva, contattata, smentisce  che allo studio ci sia un’iniezione di capitale: dunque non sarebbe, secondo la versione di un portavoce del gruppo,  alla ricerca di un investitore di minoranza.

Ma sul mercato le voci continuano a circolare. Negli anni Almaviva ha modificato il proprio business, passato dalla gestione dei call center a una trasformazione come  digital company. Attualmente è presente in 4 Continenti, conta  45.000 persone, 10.000 in Italia e 35.000 all’estero, e ha un fatturato 2019 pari a 887 milioni di euro.