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I traghetti Moby al bivio. Tra scadenza del concordato e cavalieri bianchi

Giorni cruciali per il concordato in bianco del gruppo Moby. Mentre sembra ancora lontana una possibilità di accordo con i creditori dell’azienda, secondo i rumors la famiglia Onorato starebbe valutando alcune opzioni, come la discesa in campo di un partner finanziario.
Moby e Cin hanno tempo sino al prossimo 28 ottobre (salvo che il giudice conceda una proroga di 60 giorni) per la presentazione al Tribunale di Milano di una proposta definitiva di concordato preventivo o di una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti in base all’articolo 182 bis della legge fallimentare.

Il 10 luglio scorso proprio il Tribunale di Milano aveva ammesso alla procedura di concordato in bianco le due società. Sulle due settimane che mancano alla scadenza si addensano però una serie di interrogativi. La società non ha infatti, al momento, trovato alcun accordo con i bondholders, gli obbligazionisti esposti per 300 milioni di euro, che sono i principali creditori dell’azienda.
La famiglia Onorato, cui fa capo Moby, sta infatti trattando da circa un anno con banche e obbligazionisti (riuniti nell’Ad Hoc Group e prevalentemente rappresentati da hedge fund, tra cui fondi come Soundpoint Capital e Cheyenne Capital) un accordo di ristrutturazione del debito, pari a circa 560 milioni di euro.

Tuttavia proprio tra la società e gli obbligazionisti, e anche tra gli advisor delle parti, si sarebbero ormai da parecchio tempo interrotti colloqui e conference call. È prevedibile quindi che per il 28 ottobre non venga raggiunto alcun accordo con i creditori, tanto più se si pensa che gli stessi bondholders hanno scritto mesi fa (senza ottenere risposta) per proporre a Moby e alla famiglia Onorato di convertire, in tutto o in parte, i loro crediti in equity.

Proprio la famiglia Onorato nel frattempo avrebbe avviato discussioni con alcuni soggetti finanziari: ci sarebbero state discussioni con Clessidra e Fortress, per ora infruttuose, ma anche più di un contatto con il gruppo finanziario Europa Investimenti, specializzato proprio nei turnaround delle aziende. Insomma, si starebbe sondando la possibilità di trovare un cavaliere bianco. Una mossa che sembra complessa nell’attuale momento, senza avere prima trovato un accordo soprattutto con gli obbligazionisti.