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Diritti tv della Serie A, ecco le due offerte miliardarie dei fondi a confronto

Due offerte a confronto. Martedì la Lega Serie A e i 20 club dovranno decidere se affidarsi, e a chi affidarsi, nel caso di apertura a una partnership con i fondi di private equity per sviluppare il business dei diritti tv della Serie A. Ecco le due offerte a confronto in vista della probabile decisione martedì in assemblea di Lega.

BAIN CAPITAL-NB RENAISSANCE

Bain/Nb hanno proposto una partnership che prevede la costituzione di una società dedicata alla gestione e sfruttamento dei diritti audiovisivi (“MediaCo”) nonché l’acquisto per un periodo definito del 15% dei crediti futuri relativi ai diritti audiovisivi che verranno cartolarizzati. La cartolarizzazione dei crediti futuri consente alle squadre di poter disporre ogni anno di titoli di credito. Per venire incontro alle richieste dei Club, Bain/NB hanno ridotto il numero degli anni di partnership dai 50 anni originariamente proposti (nell’offerta del 28 agosto) a 10 anni, estendibili, con il consenso della Lega e a fronte di un nuovo pagamento, per ulteriori 10 anni.
Bain/NB offrono, inoltre di non percepire alcun utile nei primi 3 anni di rapporto, lasciando tutti i profitti a favore della Lega e dei club e offrono un minimo garantito per coprire eventuali scenari negativi per i primi 4 anni, lasciando le decisioni finali sulla commercializzazione dei diritti all’assemblea di Lega. Bain/NB mettono poi in campo, tutto il Know How maturato grazie al loro standing internazionale e alla loro conoscenza di campionati tra i quali l’NBA: Steve Pagliuca, co-presidente di Bain Capital, è co-proprietario dei Boston Celtics.

CVC-ADVENT-FSI

La cordata Cvc, Advent e Fsi mette sul piatto invece due offerte differenti. La prima offerta prevede un prezzo da 1,6 miliardi secco (prima era 1,325 miliardi + 300 milioni di rinuncia ai dividendi per i primi anni) con una linea di anticipo di 1,1 miliardi erogabile al closing per un’iniezione di ossigeno finanziario in caso si verifichino alcuni eventi che mettano ulteriormente in difficoltà i club. Sono poi rafforzati i diritti di riacquisto futuro della quota del 10% da parte della Lega. La governance prevede 7 membri del cda di nomina dei club e 6 di nomina del Consorzio. I fondi nomineranno l’amministratore delegato, con l’accordo dei club, mentre questi ultimi faranno il nome del presidente. La seconda offerta alternativa di Cvc, Advent e Fsi prevede invece che, qualora la cifra di 1,6 miliardi non sia sufficiente e che i club preferiscano una forma di minimo garantito, un prezzo di 1,350 miliardi + 500 milioni di assicurazione da riconoscere ai club per colmare il delta tra il minimo garantito e gli effettivi risultati negativi che fanno scattare l’assicurazione. Dal punto di vista industriale c’è da ricordare la grande esperienza e il track record maturato da Cvc negli ultimi 25 anni nel settore dello sport, con gli investimenti nella Formula 1 e nel rugby.