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Conbipel, le offerte di salvataggio il 17 luglio: l’ipotesi Ovs (che però nega interesse)

Il retail in Italia è sotto pressione. In concordato è finito uno dei marchi più noti dei decenni passati, cioè lo storico brand di abbigliamento Conbipel di Cocconato d’Asti.
La domanda di concordato preventivo in bianco è in carico al Tribunale di Asti dal 18 marzo 2020, dopo che la situazione finanziaria ed economica del gruppo è precipitata in seguito alla pandemia da Covid-19. Parallelamente si cercano nuovi proprietari. Sono attese per metà luglio, il 17 luglio, le offerte di possibili cavalieri bianchi.

Al lavoro sul dossier c’è l’advisor finanziario Vitale e gli avvocati di Dal Piper ma anche il professore esperto di diritto fallimentare Alberto Jorio. Per mettere al riparo l’azienda da istanze dei creditori,dovrà essere presentato un piano industriale con l’avvallo del tribunale di Asti. Sul dossier si stanno affacciando fondi di turnaround e soggetti industriali. Un nome che circola come potenziale compratore è quello di Ovs, che già aveva guardato anni fa l’operazione: Ovs, secondo alcune fonti, sarebbe in data room, ma fonti vicine all’azienda negano un interessamento. Dal punto di vista industriale l’ipotesi potrebbe anche starci: Ovs potrebbe rilevare Conbipel senza la sede logistica di Cocconato d’Asti e utilizzando il proprio network.

Conpibel è stata fondata nel 1958: nata grazie all’intuizione della famiglia Massa. È stata venduta circa dieci anni fa al fondo internazionale di investimento Usa, Oaktree. Gli ultimi bilanci hanno evidenziato un giro d’affari attorno ai 180 milioni e l’ultima riga di bilancio in perdita con debiti per circa 30 milioni di euro.