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Vittoria Assicurazioni (con Ubs e Mediobanca) ri-studia il dossier Cattolica: ma il matrimonio sarà con Generali

A mio avviso l’ingresso di Generali con un aumento di capitale riservato in Cattolica Assicurazioni procede a passo spedito. E sono pochissime le chance di opzioni alternative come ad esempio una fusione tra la stessa Cattolica e Vittoria Assicurazioni.

Il matrimonio Cattolica-Vittoria è infatti stata studiato per un mese e mezzo dagli advisor. Per Vittoria Assicurazioni c’erano in campo Mediobanca e Ubs. Per Cattolica c’era lo storico consulente di Kpmg. Ma l’ipotesi di fusione non è andata in porto per un semplice motivo: sarebbe stata troppo sbilanciata a favore di Vittoria Assicurazioni. Per questo motivo, una volta entrata in campo Generali, è stata scelta subito dal consiglio di amministrazione di Cattolica questa altra opzione, che è andata in porto con l’annuncio di una settimana fa.

A questo punto le possibilità che l’operazione di Generali su Cattolica non abbia successo, sono pochissime. Inoltre la fusione con Vittoria sarebbe avvenuta carta contro carta. Nel caso di Generali invece verrano iniettati 300 milioni di denaro fresco, con una velocità di esecuzione che in questo momento non ha nessun altro gruppo assicurativo in Italia.

Così ogni altra opzione, come ad esempio Vittoria, non sembra più contemplata dal board di Cattolica. Certo, se dovesse tramontare il piano legato all’ingresso nel capitale delle Generali, allora potrebbero prendere piede altre opzioni per Cattolica. Si tratta di opzioni richieste anche da una frangia di soci dissidenti che nei mesi scorsi ha promosso la battaglia per un cambio di governance di Cattolica e che si è riaffacciata sulla scena per cercare di bloccare la trasformazione in spa del gruppo assicurativo. Ma a questo punto la strada maestra resta quella segnata dal Leone di Trieste.