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Il blitz di Generali su Cattolica: superate Unipol, Vittoria, Allianz e Groupama

Un’operazione conclusa in due settimane: la zampata delle Assicurazioni Generali su Cattolica (notizia anticipata da IlSole24ore.com l’altro ieri https://www.ilsole24ore.com/art/cattolica-generali-pronta-investire-300-milioni-aumento-ADetgPa) è stata un vero blitz studiato e poi portato a termine in modo assai veloce. Da maggio Cattolica era alla ricerca di investitori strategici che potessero portare una robusta iniezione di cassa e, assieme, mettere in sicurezza l’aumento di capitale del gruppo di Verona.

Il rischio era infatti quello di arrivare tra settembre e ottobre, quando l’aumento verrà concretamente lanciato, e avere la sfortuna di incappare in qualche evento macroeconomico negativo (per non parlare di un temuta fase due del Covid), che potesse mettere in pericolo la ricapitalizzazione da 500 milioni.

Così la decisione è stata quella di muoversi con anticipo. Qualche giorno fa il consiglio di amministrazione di Cattolica ha annunciato di aver incaricato Kpmg (con i legali dello studio Cera) di individuare potenziali investitori strategici. L’attività esplorativa dell’advisor era in corso, secondo le indiscrezioni, appunto da maggio e avrebbe portato a sondare diversi gruppi assicurativi italiani ed esteri: secondo i rumors il dossier è passato sul tavolo di Unipol, ma anche di Vittoria Assicurazioni, della francese Groupama e della tedesca Allianz.

Poi si è mosso il Leone di Trieste e l’operazione è stata finalizzata in pochissimi giorni. Tempo di nominare gli advisor: Rothschild, lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli e lo studio Tremonti. Tanto che sul deal è stato attivo proprio l’ex-ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Ora si fanno i calcoli sulle risorse disponibili. Generali andrà a sottoscrivere non soltanto i 300 milioni dell’aumento riservato, ma anche altri 50 milioni pro-quota della restante ricapitalizzazione da 200 milioni.
Ulteriori 150 milioni saranno quindi a disposizione del mercato. La sensazione è che, messo in sicurezza l’aumento di capitale con l’ingresso del Leone di Trieste, e date le sinergie commerciali e nelle aree di business tra i due gruppi, la richiesta da parte del mercato (e dei fondi istituzionali di investimento) sarà molto robusta. Ma questo passaggio finale ci sarà ad inizio autunno.