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Convocata l’assemblea di Lega che deciderà sul futuro dei diritti tv della Serie A (e sulle offerte dei fondi)

E’ convocata per martedì prossimo alle 15 l’assemblea di Lega che dovrà decidere sui diritti televisivi e sulle offerte dei fondi di private equity. La massima serie italiana si trova di fronte a un bivio.  Per andare avanti nelle trattative con i fondi servirà l’Ok dei due terzi dei club. Quindi 14 su 20. I presidenti non sono tutti concordi, alcuni sarebbero scettici.  

Se però l’assemblea di martedì prossimo dovesse dare il via libera, sarebbe un evento rivoluzionario per il settore. Il presidente della Lega Paolo dal Pino e l’ad Luigi De Siervo darebbero disco verde a interlocuzioni con i fondi per scegliere la proposta migliore. Si partirebbe in questo caso dalla nomina di un advisor finanziario (quello legale è già l’avvocato Francesco Gianni) per confrontare le diverse proposte dei fondi di private equity che stanno arrivando. A quel punto Cvc potrebbe anche rientrare in gara.

I fondi in gara sono ormai noti: Cvc, che terminate le trattative in esclusiva resta in corsa, Advent e Bain Capital con l’aggiunta di qualche outsider come Fortress o Clayton Dubilier. Infine c’è il gruppo  Fsi, guidato da Maurizio Tamagnini, sarebbe interessato ad entrare nella partita, in modo da dare un pizzico di italianità all’operazione.

L’offerta di Cvc (affiancato da Rothschild e dall’avvocato Bruno Gattai)  valorizzava 2,2 miliardi il 20% di una «newco» dove sarebbero dovuti confluire i diritti: non solo quelli tv ma qualsiasi diritto legato al massimo campionato italiano. Ma il piano, nel frattempo, ha ingolosito altri fondi. Secondo indiscrezioni, il piano di Cvc (probabilmente su spinta di qualche presidente) sarebbe finito su altri tavoli e ha portato alle manifestazioni d’interesse (riviste con numeri migliorativi) prima di Bain Capital (affiancato da Nomura e sul lato sportivo dalla consulenza dell’ex-Ad del Milan, Marco Fassone), poi di Advent, che sarebbe assistito dall’ex-capo di Infront Italy, Marco Bogarelli e infine di Fortress. Bain Capital ed Advent sono due nomi noti del panorama italiano: fra i due gruppi esiste una lunga relazione di co-investimenti, visto che sono già insieme azionisti inNexi e stanno per fare assieme un’offerta su Telepass.  Quindi, secondo alcuni osservatori vicini alla vicenda, i due fondi potrebbero unirsi anche nell’offerta sui diritti tv della Serie A .

Di sicuro il processo con Cvc ha creato consapevolezza del sistema serie A attorno al proprio valore e attorno alla necessità di avere una governance all’altezza della sfida di una media company che dovrà operare in un contesto competitivo dinamico e complesso. C’è da dire che, dall’altro lato, c’è ancora poca chiarezza su alcuni punti del possibile affare. Alcuni osservatori ritengono infatti che l’operazione fondi cozzi con i paletti della Legge Melandri. In secondo luogo non è chiaro quale potrebbe essere la cosiddetta «wayout», cioè l’opzione di disinvestimento, del fondo che entrerà in minoranza.