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Il colosso australiano Macquarie: le offerte su Open Fiber e Aspi e il network di advisor italiani

Ha una grande familiarità con il mercato italiano ed ora è pronto a investire sull’Italia. Il gruppo australiano Macquarie, malgrado la lontananza geografica, è da diversi anni molto presente con gli investimenti in Italia. E’ uno dei colossi del settore infrastrutturale e ha buoni rapporti con i gruppi tricolori. Non è un caso che proprio in Australia sia in trattativa con Eni per rilevare gli sviluppi energetici del colosso italiano dell’energia.

Il Belpaese è da tempo uno dei suoi target preferiti: tre le sue aree di interesse, cioè energia (soprattutto verde), trasporti e reti telefoniche e infrastrutturali. Nel 2003 Macquarie aveva pagato 480 milioni per acquisire Aeroporti di Roma, gruppo che controlla Fiumicino e Ciampino. Nel 2007 era poi uscito dagli aeroporti italiani dopo che era arrivata l’offerta da più di 1,2 miliardi di euro avanzata da Gemina per liquidare gli australiani. Quindi con un’enorme plusvalenza.

In Italia attualmente è al lavoro sul dossier Open Fiber. Un settore che conosce molto bene a livello europeo. Lo scorso anno Macquarie ha messo a segno l’acquisizione dell’ex monopolista danese Tdc, insieme a tre fondi pensione locali, realizzando lo split tra una società dei servizi e una società infrastrutturale con l’obiettivo di portare un giga nelle case danesi entro la metà del prossimo decennio. Ma non è tutto: Macquarie ha avanzato interesse anche ad investire in Autostrade, nel caso i Benetton vendessero una partecipazione per venire incontro ai desiderata del Governo.

Proprio Macquarie ha costituito una nutrita pattuglia di advisor industriali per preparare l’offerta sul 50% di Open Fiber in mano ad Enel. Ad inizio settimana proprio il gruppo guidato da Francesco Starace   ha comunicato che  il Cda ha ricevuto un’informativa in merito a un’offerta non vincolante presentata da Macquarie Infrastructure  avente ad oggetto l’acquisizione da parte del gruppo australiano, in tutto o in parte, del 50% nella sua società della rete.

Tra i consulenti degli australiani ci sarebbe Tommaso Pompei, ex-Ad di Wind e di Tiscali, ma anche artefice nel 2015 dell’avvio della realizzazione  da parte di Enel della newco per la realizzazione della rete in fibra. Pompei ha  lasciato Open Fiber alla fine del 2017 e sarebbe stato arruolato da Macquarie, che in Italia già si avvaleva della collaborazione di Fulvio Conti, a propria volta ex- Ad di Enel.  Il campo dei consulenti, secondo i rumors, sarebbe completato sul lato finanziario da Macquarie Capital e, su quello legale, da Cleary Gottlieb. Proprio Macquarie era tra i soggetti interessati in gennaio  al piano di rete unica lanciato da Telecom: poi  su quel fronte, per la rete secondaria, è stato scelto Kkr. Quindi Macquarie ha bussato direttamente a Open Fiber.