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QuattroR in esclusiva per un ingresso nella cartiera Burgo a fianco della famiglia Marchi

E’ vicino al riassetto azionario il gruppo Burgo, lo storico gruppo cartario di Altavilla Vicentina. E’ infatti stata assegnata un’esclusiva a trattare un ingresso nel capitale al gruppo QuattroR, veicolo di ristrutturazioni partecipato dalla Cassa depositi e prestiti e guidato da Francesco Conte. L’operazione avverrà tramite un aumento di capitale da una settantina di milioni di euro e un’alleanza, nella holding di controllo, fra lo stesso fondo di turnaround e la famiglia Marchi, che attualmente controlla oltre il 50% dell’azienda.
Burgo è un’azienda cartiera passata nel luglio 2015 attraverso un piano di risanamento ex articolo 67 della legge fallimentare e da un importante accordo con le banche creditrici. Queste ultime hanno trasformato 200 milioni di crediti (su oltre 900 milioni) in strumenti partecipativi di capitale. QuattroR è invece un veicolo che investe in società in momentaneo squilibrio finanziario: nell’ultimo anno e mezzo ha rilevato aziende come Trussardi e Ceramiche Ricchetti. L’esclusiva a trattare sarebbe stata concessa nelle ultime settimane, dopo le prime discussioni alla fine dello scorso anno. Malgrado l’emergenza sanitaria, l’operazione (che vedrebbe come advisor Houlihan Lokey) sarebbe ormai in dirittura.
Tra gli altri soci di Burgo ci sono attualmente Mediobanca, primo creditore del gruppo, che ha il 22,12% del capitale, ma anche il gruppo Banco Bpm. Tra i soci finanziari c’è anche il gruppo internazionale Pillarstone, che ha rilevato parte dei crediti di Intesa e Unicredit. Proprio l’istituto di piazza Gae Aulenti mantiene ancora una piccola quota del 3,8%, mentre tra i restanti soci ci sono Allegro (veicolo di Generali Financial) e Italmobiliare con circa l’11,6% ciascuno. Nel 2018 Burgo ha chiuso il bilancio con ricavi per 1,883 miliardi di euro, in calo dai 2 miliardi del 2017: quando aveva ceduto il ramo d’azienda di Burgo Energia relativo alle attività di vendita di energia e gas. L’ebitda del 2018 è stato di 137 milioni di euro. L’operazione allo studio prevede anche il rifinanziamento del debito, pari a circa 500 milioni.