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Private equity, l’asta su Deltatre prova a dribblare il virus

Le grandi operazioni di private equity vengono ritardate dall’emergenza coronavirus. In questa fase la liquidità del mercato si è cautamente fermata. Così il settore si è spaccato in due: se da una parte molte delle grandi operazioni di leverage buyout (superiori ai 500 milioni) sono congelate, dall’altra parte c’è ancora spazio in Italia per le transazioni di private equity sulle piccole e medie imprese con un valore inferiore ai 200-300 milioni. Sul suolo tricolore, al momento, i fondi sono prudenti.

Una delle aste, di grandi dimensioni, che sta provando a dribblare l’emergenza, è quella sul gruppo torinese Deltatre, multinazionale torinese leader mondiale nelle statistiche per lo sport. Le offerte vincolanti per l’azienda, che fa capo a Bruin Sports Capital, sono infatti ancora fissate al 31 marzo. L’azionista e l’advisor Evercore non avrebbero ancora congelato ufficialmente il processo. Ma ci sono dubbi che possa continuare: anche se resta da capire quello che succederà nei prossimi giorni. Deltatre opera in un settore, quello degli eventi sportivi che, causa coronavirus, sono stati tutti rinviati. La valutazione di Deltrate che circola sarebbe attorno al miliardo e il dossier è finito sul tavolo di fondi come Ardian (affiancato secondo i rumors dagli advisor Fineurop Soditic e Gianni Origoni Grippo Cappelli), Apax, Providence oltre che di alcuni gruppi strategici come Sportradar e altri.