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Intesa Sanpaolo scala Ubi: per Intermonte il prezzo non è giusto

Tra i tanti a stupirsi per l’inattesa offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi, ci sono gli analisti che nei report usciti oggi cercano di spiegare le ragioni del blitz e valutano il prezzo dell’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi.

“Una mossa inattesa che trova la sua ratio strategica nel consolidamento del mercato domestico”. Così gli analisti di Equita descrivono a caldo l’offerta straordinaria annunciata ieri in tarda serata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, con cui Intesa dovrebbe aumentare la quota di mercato domestico al 20%. Intesa, ricordano gli analisti, offre 17 azioni Intesa (ex div) per ogni 10 Ubi, valutando così Ubi 0,6 volte il rapporto prezzo/patrimonio tangibile e 12 volte il rapporto prezzo/utili 2020 con un premio del 16% rispetto ai prezzi di chiusura di ieri e del 28% rispetto alla chiusura di venerdì. L`operazione comporta un impiego di capitale di circa 4 miliardi di euro per Intesa, pari al 10% circa della capitalizzazione di mercato. L`offerta è subordinata al raggiungimento di una quota del 67% del capitale di Ubi, propedeutico al controllo dell`assemblea straordinaria. Le fondazioni azioniste di Intesa subirebbero una diluzione molto limitata nella new entity (da 14,8% a 13,1%), mentre gli azionisti di controllo di Ubi (Fondazioni e imprenditori, ora al 16%) scenderebbero al 2%. Intesa stima 510 milioni di sinergie nette a regime al 2023, un utile di circa 6 miliardi al 2023 pari a un utile per azione di 31 centesimi (+6%). In base ai nostri calcoli Rote e Cet1 2023 di Intesa resterebbero sostanzialmente invariati rispettivamente al 12,2% e 12,7%, come anche il rapporto prezzo/utili 2022-23″.

Per Jp Morgan “mentre l’accrescimento degli utili per azione non è ampio viste le dimensioni di Ubi rispetto a quelle di Intesa, la principale razionale secondo noi è acquisire un flusso di utili e creare sinergie per sostenere i dividendi dopo il 2020 con Intesa che ora punta a oltre 20 centesimi di dividendo per azione dal 2020, pari a un ritorno dell’8% annuo”. Gli stessi analisti stimano per Intesa un impatto negativo sul Cet1 di 20 punti base prima delle cessioni. Sulla base del consensus di Ubi, gli analisti stimano che la transazione sia neutrale sugli utili per azione 2021 e accrescitiva del 3% nel 2022 in caso di realizzazione dei due terzi delle sinergie stimate e fino al 7% circa con il 100% delle sinergie. Il broker Usa resta “neutral” su Intesa con target di prezzo a 2.50 vedendo potenzialità limitate di upside nel lungo termine.

Scettici invece gli esperti di Intermonte sul prezzo di offerta. Il broker suggerisce ai propri clienti di non aderire all’ops di Intesa su Ubi Banca. “Riteniamo che l’offerta di Intesa sia troppo bassa in quanto l’attuale valutazione di Ubi non tiene conto del miglioramento della qualità degli asset, del capitale solido e della positiva direzione degli utili”, si legge nel report.