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Il Tribunale boccia il ricorso di Vivendi. La partita per la tv europea di Mediaset si sposta in Spagna

Il giudice del Tribunale di Milano Elena Riva Crugnola ha rigettato il ricorso di Vivendi sull’assemblea di Mediaset che ha avviato la fusione con la controllata spagnola e l’avvio di Mfe. Le delibere dell’assemblea del Biscione non sono dunque più sospese e la decisione, molto favorevole a Mediaset, sarà cruciale per i rapporti tra i due gruppi e le trattative per un eventuale accordo. Sono ancora in corso ricorsi dei francesi in Spagna e in Olanda.

LE MOTIVAZIONI
I danni per Mediaset di uno stop all’operazione MediaForEurope sono più rilevanti rispetto alle conseguenze per Vivendi e Simon Fiduciaria di un proseguimento dell’operazione. E’ questa la conclusione in base alla quale la giudice del Tribunale civile di Milano, Elena Riva Crugnola, ha rigettato le richieste di Vivendi e di Simon Fiduciaria dichiarando cessati gli effetti del provvedimento con cui il 4 novembre scorso era stato sospeso il progetto MFE, approvato dall’assemblea degli azionisti di Cologno Monzese del 4 settembre scorso. Comparando gli effetti che subirebbe Vivendi dall’esecuzione del progetto e quelli che subirebbe Mediaset dallo stop, la giudice ha valutato “la maggior rilevanza del pregiudizio in capo alla convenuta in caso di accoglimento delle istanze cautelari, istanze che vanno quindi rigettate”.
L’argomentazione di Vivendi secondo cui il progetto MFE non avrebbe alcun interesse industriale-organizzativo ma solo funzionale al controllo di Fininvest e al contrasto dei francesi sarebbe stata smentita, innanzi tutto, dal fatto che Mediaset ha tolto dallo statuto di MFE le clausole anti-Vivendi: in questo modo Mediaset avrebbe dimostrato l’interesse a proseguire l’operazione di fusione “anche indipendentemente dalla presenza nello Statuto dell’incorporante di clausole disegnate sulla controversa posizione della socia Vivendi”.
In secondo luogo, la difesa di Mediaset (rappresentata dal responsabile degli Affari legali del gruppo, Pasquale Straziota, e guidata da un gruppo di legali esterni tra i quali Sergio Erede, Giorgio De Nova, Gian Michele Roberti e Guido Bellitti) ha prodotto documenti attestanti – secondo il Tribunale – gli interessi strategici sul piano economico-industriale per la creazione di un nuovo polo di dimensione europea con base in Olanda. “In definitiva, ha concluso la giudice, può ritenersi che la impossibilità di procedere alla fusione derivante dalla sospensione delle due delibere impugnate rappresenterebbe per la convenuta un evento senz’altro pregiudizievole in termini non solo organizzativi ma anche industriali ed economici”.

COSA SUCCEDERA’ ORA
La partita Mediaset-Vivendi si sposta in Spagna dopo la sentenza del Tribunale civile di Milano che ha fatto ripartire l’iter del progetto MediaForEurope in Italia. Mercoledì 5 febbraio è infatti in programma l’assemblea degli azionisti di Mediaset Espana, che dovrà votare le modifiche allo statuto della holding olandese eliminando anch’essa i punti cosiddetti “anti-Vivendi”. Il giorno successivo, giovedì 6 febbraio, è prevista l’udienza di merito davanti alla Corte di Madrid sulle delibere originarie del progetto MFE approvate il 4 settembre dai soci di Mediaset. L’efficacia delle delibere “spagnole” è sospesa con provvedimento cautelare della stessa corte emesso in ottobre. L’udienza di merito, inizialmente prevista a gennaio, era stata rinviata dal giudice di Madrid proprio per attendere l’esito dell’assemblea del 5 febbraio. Probabile che, in caso di approvazione delle modifiche da parte dei soci di Mediaset Espana, i legali di Vivendi, che è azionista anche della controllata spagnola, impugnino la nuova delibera assembleare chiedendone la sospensione. La prossima settimana, con prima udienza fissata il 10 gennaio, partirà anche il procedimento ad Amsterdam: davanti alla Corte olandese Vivendi ha avviato una azione legale per chiedere di sospendere la fusione di Mediaset e Mediaset Espana in MediaForEurope.