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Ora i riflettori nell’energia sono puntati sul dossier di Optima Italia

Un nuovo dossier è in prossimità di partire nel dinamico settore dell’energia: le fusioni e acquisizioni e la ricerca di partnership stanno infatti catalizzando il settore, soprattutto a livello di quelle medie aziende che hanno cavalcato la liberalizzazione e ora si trovano a dover fare i conti con la necessità di fare un salto dimensionale.
Questa volta il dossier a finire sotto i riflettori è quello di Optima Italia, società fondata a Napoli nel 1999 dai cugini Alessio Matrone e Danilo Caruso. Nel 2015 il gruppo Alpha Private Equity ha acquisito una quota del 20%.

Ora si avvicina un nuovo riassetto. Un mandato per valutare la valorizzazione della partecipazione sarebbe infatti stato affidato dalla stessa Alpha alla banca d’affari Lazard. Optima svolge la sua attività in un settore correlato a quello dell’energia: gestisce infatti la fornitura dei servizi energetici e di tlc delle aziende clienti e dei privati, attraverso una fatturazione unica.

Ma è tutto il settore delle utility in movimento. Il dossier di Optima si unisce ad altri in circolazione e più direttamente correlati alla distribuzione di energia elettrica e gas: quello di Unogas (dove advisor è Rothschild) e quello di Illumia (advisor Barclays). Su quest’ultimo fronte le discussioni con potenziali compratori sono in stand-by e le indiscrezioni su una trattativa con la spagnola Iberdrola sono state smentite dall’azienda.