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Private equity in azione sul settore alimentare: ora è Peninsula a muoversi per una minoranza di Illy Group

Il settore alimentare continua ad essere tra i preferiti dal private equity. Questa volta i fondi hanno bussato al gruppo Illy. Nel radar degli investitori finanziari è finita una minoranza della holding che a cascata controlla le attività nel caffè e nell’alimentare della storica società triestina.
Sotto i riflettori c’è infatti la quota del 23% di Francesco Illy nella holding. Quest’ultimo partecipa come socio alla cassaforte di famiglia al pari di Andrea, Riccardo e alla sorella Anna. Un 10% è anche nelle mani della madre Anna Rossi. Negli ultimi mesi il dossier sarebbe stato esaminato e si sarebbe aperta un’ipotesi di possibile riassetto, anche se nulla sarebbe ancora stato deciso. A entrare in campo sarebbe stato il fondo di private equity Peninsula, che secondo i rumors avrebbe acquisito un’opzione per acquistare la minoranza di Illy Group in mano a Francesco Illy. Ci sarebbero stati incontri con gli advisor Rothschild e Jp Morgan.

Ora resta da capire cosa succederà, visto che l’acquisto della quota di Francesco sarebbe soggetta al gradimento degli altri soci, quindi dei fratelli e delle sorelle. Se ciò non avvenisse, se quindi il gradimento degli altri fratelli fosse negato, potrebbe scattare il recesso.

La holding Illy Group, oltre a illycaffè, controlla le altre società che operano sui mercati del tè e cioccolato riunite nel polo del gusto. L’interesse per l’assetto azionario della holding avviene proprio mentre c’è grande fermento nelle società operative del gruppo, a cui fanno capo lo storico business nel caffè e il polo del gusto.

Da una parte è infatti in corso un progetto di cessione fino al 20 per cento del capitale di Illycaffè, nell’ambito di un’operazione che dovrebbe valutare l’azienda nel suo complesso sopra il miliardo di euro. Al lavoro su questo fronte sono gli advisor di Goldman Sachs e la banca d’affari è al lavoro per trovare un partner per crescere sull’interessante mercato nordamericano.
Per l’investitore prescelto, si aprirebbero le porte per uno dei brand più ambiti del settore del caffè oltre che di una delle maggiori torrefazioni indipendenti ancora sul mercato. D’altra parte, la terza generazione della famiglia al comando dell’azienda del 1933 ha già respinto le avances di colossi quali Jab e Nestlé per difendere la propria indipendenza.
La cessione di una minoranza sarà utile per crescere sui mercati esteri, in particolare sull’importante mercato americano.
Inoltre, su un altro fronte, Riccardo Illy sta cercando un socio per il polo del gusto, sub-holding che riunisce i marchi del cioccolato (Domori), the (Dammann Frères) caffè e vino (Mastrojanni azienda vinicola di Montalcino) e che ha un fatturato di circa una novantina di milioni di euro. L’identikit del partner anche in questo caso è quello di un possibile investitore finanziario.
All’interno di questo scenario in evoluzione, l’ingresso in campo di Peninsula, se venisse accettato, potrebbe offrire un’altra alternativa alla ricerca di partner per Illycaffè o nel polo del gusto.

Sul tema si è espresso oggi Andrea Illy, che in rappresentanza della famiglia Illy, ha dichiarato: “Da sempre la famiglia Illy mantiene un profilo di assoluta riservatezza sull’assetto azionario della holding – ‘cassaforte di famiglia’ – Gruppo Illy. Non sono pertanto in condizioni di rilasciare alcun commento su indiscrezioni uscita sulla stampa.”

Nel frattempo, tornando al settore alimentare, sono tanti i dossier nel radar del private equity, a dimostrazione di multipli elevati in termini di prezzi. E’ appena terminata l’asta su Farnese Vini, passata al fondo americano Platinum Equity a multipli di circa dieci volte il margine operativo lordo, e nel 2020 sono pronti ad entare nel vivo altri processi competitivi sul settore «food» e affini.

Uno di questi è quello in corso su Millbo, società con sede a Trecate (Novara), che opera prevalentemente nel settore dei prodotti per la panificazione. La società fa capo al gruppo Advanced Bakery Components, che l’ha rilevata nel 2017 da Ersel Asset Management Sgr. Un incarico per la cessione sarebbe stato affidato all’advisor finanziario Houlihan Lokey. Il valore di Millbo potrebbe essere superiore ai 100 milioni di euro e in corsa, dopo aver inoltrato le offerte preliminari lo scorso anno, ci sarebbero secondo Mergermarket alcuni private equity come BlueGem, Capvest ed Ergon Capital, quest’ultimo particolarmente attivo nel settore dopo l’acquisizione di Dolciaria Acquaviva, attiva nei prodotti da forno.

Ma è anche sull’acqua minerale che si concentra l’interesse degli investitori. E’ infatti in corso la cessione di Acqua Vera da parte di Nestlè, mentre negli ambienti finanziari si vocifera anche di una possibile riflessione sulla vendita di Acqua Norda da parte del gruppo Acque Minerali d’Italia.