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Il mito della Pantofola d’Oro, la scarpa di Altafini, Cerezo e Cruijff, al test del riassetto azionario

Che succederà alle mitiche pantofole d’oro, le scarpe più amate da generazioni di calciatori? Il dossier del marchio delle scarpette, la Pantofola D’Oro Spa di Villa Sant’Antonio in provincia di Ascoli Piceno, è dallo scorso Natale sul tavolo di una società di advisory di Roma, Jast Capital, incaricata di valutare un compratore per il 20% posseduto da un investitore americano, cioè Mercurio Capital Partners.
Secondo le indiscrezioni uno dei promotori del fondo Mercurio, che raccoglie una decina di investitori privati, avrebbe deciso di uscire dal veicolo d’investimento. Come conseguenza è stato deciso di cedere il 20% di Pantofola D’Oro.
Oggi il gruppo marchigiano fa capo al socio storico Cristiana Benigni e all’Ad Kim Williams che possiedono il 51% e il 29%. In passato nel gruppo era stato socio anche Lapo Elkann. Ora bisognerà vedere che faranno i soci di maggioranza: non ci sarebbe intenzione di cedere il controllo, anche se a tutto c’è un prezzo. Pantofola D’Oro fa una decina di milioni di fatturato. Secondo Mergermarket potrebbe valere tra 6,5 e 9 milioni di euro e tra gli interessati ci potrebbe essere la tedesca Puma. Tra i giocatori che le hanno indossate ci sono fra gli altri Fabio Capello, José Altafini, Tonino Cerezo, Bruno Conti e Johan Cruijff.