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Ermanno Scervino nel radar dei private equity

Potrebbe essere il dossier nel settore del fashion dei prossimi mesi. I private equity bussano infatti ad Ermanno Scervino, il noto marchio fiorentino di abbigliamento salito ai vertici nel panorama internazionale sartoriale della moda. A confermarlo è lo stesso Toni Scervino, guida, anima e amministratore delegato del brand fondato con lo stilista Ermanno Daelli: «Non è da mesi, ma da anni che i private equity ci fanno la corte. Con alcuni abbiamo anche parlato, ma al momento non abbiamo nulla in cantiere».
Le indiscrezioni sull’interesse dei private equity circolano proprio mentre l’azienda ha appena presentato a Firenze a Pitti Uomo la sua collezione di abbigliamento maschile. In realtà, a qualche centinaio di chilometri di distanza, negli ambienti finanziari milanesi, tra advisor finanziari e legali, si parla parecchio in questi giorni del gruppo fiorentino. Come tante altre aziende della moda, anche Ermanno Scervino ha bisogno di ingenti risorse per la crescita internazionale. Nel frattempo, diverse banche d’affari si sarebbero fatte avanti per avere un mandato e tra gli addetti ai lavori c’è chi è pronto a scommettere che in primavera gli azionisti potrebbero valutare di esplorare la cessione di una minoranza. Anche se, al momento, questa possibilità viene esclusa. Il socio ideale potrebbe essere, appunto, un fondo di private equity. La vendita di una minoranza potrebbe essere vista all’interno di un progetto più ampio di crescita all’estero del gruppo.
Attualmente l’azienda fa capo all’imprenditore Toni Scervino e allo stilista Ermanno Daelli: proprio l’unione del nome di uno e del cognome dell’altro ha fatto nascere la denominazione nel 2000. Ermanno Scervino è il tipico esempio dell’azienda sartoriale «Made in Italy» che guarda all’estero. Nel 2018 il gruppo ha fatturato circa 96 milioni di euro con un margine operativo lordo (ebitda) di 11,5 milioni, pari al 12%. Ora c’è la possibilità di fare il grande salto dimensionale. L’obiettivo è puntare sul grande mercato asiatico per accelerare la crescita. L’Asia già oggi pesa per circa il 15 per cento sui ricavi di Ermanno Scervino.