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Quattro fondi di private equity al rush finale su Farnese Vini

Sarebbero restati 4 fondi di private equity in trattativa per acquisire Farnese Vini, dopo le offerte non vincolanti arrivate alcune settimane fa. Sarebbero, secondo le indiscrezioni, Stirling Square, Capvest, Platinum ed Epic. Le offerte vincolanti sono attese per le prossime settimane, all’interno di un’asta gestita dall’advisor Lazard.

Il dossier Farnese è finito, ad inizio processo, anche a soggetti industriali come l’australiana Accolade Wines, controllata di Carlyle, che pero’ non sarebbe tra i partecipanti alla seconda fase. Nel passato per l’azienda, con sede a Ortona, ci sono stati già due passaggi tra private equity. Nb Renaissance Partners è infatti diventato azionista di Farnese Vini nel 2016, rilevando la maggioranza dalla 21 Investimenti di Alessandro Benetton. Fondata nel 1994 da Valentino Sciotti (presidente e amministratore delegato) e Filippo Baccalaro, Farnese Vini (che ha un fatturato di oltre 75 milioni di euro) è cresciuta a doppia cifra dopo l’ingresso dei private equity, con vendite in oltre 80 Paesi nel mondo. A Farnese fanno capo numerosi marchi: Caldora, Vesevo, Tenute Rossetti, Vigneti del Vulture, Del Salento e Zabu. Tra le ipotesi circolate in passato c’era anche la possibile quotazione a Piazza Affari.