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Open Fiber-Tim, una decina di manifestazioni. I nodi da sciogliere

Si è chiusa nel piu stretto riserbo la prima fase del progetto volto a costituire una rete unica.

Sarebbero arrivate secondo i rumors raccolti dal Sole 24 Ore, una decina di manifestazioni d’interesse da parte dei fondi infrastrutturali per l’acquisizione congiunta di Open Fiber e della rete FTTH ( Fiber To The Home, cioè la parte della rete che arriva negli appartamenti degli utenti). Il progetto di rete unica, che deve tuttavia superare il nodo antitrust, prevede la regia di Telecom e di Cassa Depositi e Prestiti. Tra i soggetti in campo, secondo il Sole 24 Ore, ci sarebbero Goldman Sachs, Brookfield, Kkr, Ardian, Antin, Adia, Gic, Macquarie, Allianz European Infrastructure, Wren House e, come unico italiano, F2i. Si starebbero inoltre costituendo dei consorzi fra questi soggetti. E iniziera’ la due diligence in vista di una fase più vincolante.

E’ probabile che alla seconda fase del processo vadano avanti due-tre consorzi. La folta pattuglia degli advisor sta lavorando sull’operazione ormai da diversi mesi: Vitale e Rotschild per conto di Tim, Credit Suisse per Cdp, Mediobanca per Enel e, infine, UniCredit e Jp Morgan per conto della stessa Open Fiber. 

Il problema principale è che al momento il progetto non è ancora ben definito né come perimetro né come valutazione della transazione. Si sa solo che assi portanti saranno Telecom, Cdp e i nuovi entranti fondi infrastrutturali. Non è ad esempio chiaro cosa farà Enel che secondo il piano dovrebbe uscire in tutto o in parte cedendo la quota in Open Fiber. Ma il gruppo elettrico finora ha mostrato indifferenza verso il processo in atto, forse pre-tattica in vista di conoscere quale sarebbe la valutazione della sua quota.

  • leonardo fortunato |

    Le istituzioni impongano regole chiare. Per una volta lasciamo che sia il mercato a definire l’operazione . Non vogliamo un nuovo caso ILVA !

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