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Per Farnese Vini si fa avanti Stirling Square. I Pesenti sono tentati, ma non fanno offerta

Arrivano le offerte per Farnese Vini. Secondo indiscrezioni sarebbero arrivate negli scorsi giorni le proposte non vincolanti per l’azienda controllata da Nb Renaissance.

Un mandato esplorativo sarebbe stato affidato negli scorsi mesi alla banca d’affari Lazard. Tra i soggetti in campo ci sarebbero diversi fondi di private equity, come il gruppo anglosassone Stirling Square, ma l’operazione sarebbe stata valutata anche dalla holding di partecipazioni Italmobiliare realtà che fa capo alla famiglia Pesenti e dalla stessa Sgr Clessidra, veicolo di proprietà della stessa famiglia di imprenditori. Ma, almeno al momento, nessuno dei due soggetti avrebbe fatto un’offerta.

Il dossier Farnese è finito, ad inizio processo, anche a soggetti industriali come l’australiana Accolade Wines, controllata di Carlyle, che pero’ non sarebbe tra i partecipanti alla seconda fase. Nel passato per l’azienda, con sede a Ortona, ci sono stati già due passaggi tra private equity. Nb Renaissance Partners è infatti diventato azionista di Farnese Vini nel 2016, rilevando la maggioranza dalla 21 Investimenti di Alessandro Benetton. Fondata nel 1994 da Valentino Sciotti (presidente e amministratore delegato) e Filippo Baccalaro, Farnese Vini (che ha un fatturato di oltre 75 milioni di euro) è cresciuta a doppia cifra dopo l’ingresso dei private equity, con vendite in oltre 80 Paesi nel mondo. A Farnese fanno capo numerosi marchi: Caldora, Vesevo, Tenute Rossetti, Vigneti del Vulture, Del Salento e Zabu. Tra le ipotesi circolate in passato c’era anche la possibile quotazione a Piazza Affari.