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I fondi Pai, Bain e altri in corsa per il riassetto di Engineering

Si riapre l’ipotesi del riassetto per il gruppo Engineering, società con oltre quarant’anni di storia e attiva nello sviluppo di software e nelle tecnologie al servizio di imprese pubbliche e private.
Nelle ultime settimane, secondo le indiscrezioni, si sarebbero riaffacciati sul dossier alcuni fondi di private equity, intenzionati a valutare la possibilità di subentrare a uno degli attuali azionisti, cioè Apax Partners. Si parla di Bain Capital, Pai e altri fondi. Le discussioni sarebbero tuttavia ancora in una fase iniziale. Non sarebbe quindi ancora stata fatta un’offerta.
Gli attuali azionisti di Engineerin g sono i fondi Nb Renaissance e Apax: che oggi hanno poco meno del 90% del gruppo equamente suddiviso. Un altro 12% circa (con diritto di voto al 6%) fa capo al fondatore Michele Cinaglia.
Le ipotesi di un riassetto azionario in Engineering hanno cominciato a circolare nello scorso marzo, dopoalcune manifestazioni d’interesse arrivate per l’azienda da fondi di private equity. Si era pensato anche a un possibile ritorno a Piazza Affari. Ma la transazione era poi stata messa momentaneamente in attesa, in vista della soluzione di alcune problematiche: in particolare in relazione alla leva finanziaria dell’azienda.
Nell’ultimo mese si sarebbero però tenuti alcuni colloqui tra gli attuali azionisti e sarebbe stata presa la decisione di valutare nuovamente manifestazioni d’interesse per l’azienda da parte di gruppi finanziari.
Il processo, del resto, sembra abbastanza fisiologico, quanto meno per alcuni degli azionisti: candidato all’uscita nei prossimi mesi è infatti il private equity Apax, a oltre tre anni dall’ingresso.
Nb Renaissance ha rilevato il controllo di Engineering nel 2016 in tandem con Apax: a quel tempo proprio Nb Renaissance aveva costruito l’operazione, trattando con le famiglie azioniste, ed era poi andata a sindacare parte della componente «equity» con il fondo statunitense. Engineering era stata quindi delistata da Piazza Affari.
Secondo lo schema dell’operazione ipotizzato nel marzo scorso, un futuro riassetto su Engineering dovrebbe portare all’uscita di entrambi i fondi: ma Nb Renaissance reinvestirà con il nuovo socio e con la famiglia Cinaglia, mentre Apax uscirà totalmente dalla compagine.
Secondo alcune stime, circolate nel passato, Engineering potrebbe essere valutata oltre 1,5 miliardi di euro. La valutazione sarebbe spiegata dalla crescita messa in mostra dall’azienda negli ultimi anni. Nel 2018 il gruppo ha toccato un giro d’affari di circa 1,18 miliardi di euro: mettendo in mostra un incremento del 15% da quota un miliardo di euro raggiunta alla fine del 2017, quando il giro d’affari era già cresciuto a propria volta di oltre il 10 per cento. Inoltre l’ebitda rettificato di Engineering è salito nel 2018 a quota 147 milioni dai 122,9 milioni del 2017 (+19,8%).
Infine, l’utile netto è stato di quasi 58 milioni (con un incremento del 10% dai 52,3 milioni di euro dell’anno prima). Ha evidenziato un calo invece il debito finanziario netto del gruppo: a quota 69 milioni dai precedenti 138 milioni di euro. La valutazione della possibile transazione, che circola secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere superiore alle 9 volte l’Ebitda.