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I filtri di Gvs studiano la Borsa con Lazard, Mediobanca, Goldman e White&Case

Il leader dei filtri studia la Borsa. Ad accendere i motori per la Borsa è il gruppo Gvs di Zola Predosa (Bologna), cioè uno dei maggiori produttori mondiali di filtri e componenti per applicazioni nel settore medicale, del laboratorio, automobilistico, dei dispositivi di protezione individuale, degli elettrodomestici e nella filtrazione commerciale e industriale . L’orizzonte temporale per lo sbarco sarebbe il prossimo anno. Dopo un beauty contest durato circa un mese, nelle ultime settimane sarebbero stati scelti i consulenti e le banche global coordinator dell’operazione: Lazard sarebbe l’advisor finanziario, mentre l’italiana Mediobanca e l’americana Goldman Sachs sarebbero state scelte come global coordinator. Il consulente legale dell’operazione è invece lo studio internazionale White&Case. Il gruppo Gvs è entrato nel programma Elite di Borsa Italiana ormai da diversi anni. Quindi uno sbarco in Borsa dell’azienda era previsto, anche se negli ultimi mesi il gruppo è stato un dossier esaminato da diversi fondi di private equity. La Borsa potrebbe essere una tappa necessaria per le prospettive di crescita. Negli ultimi anni il gruppo emiliano si è infatti finanziato per crescere tramite operazioni di M&A tramite altri canali.
È stata in particolare acquisita nel 2017 l’americana Kuss Filtration, uno dei principali produttori di filtri auto benzina ceduta dal fondo Industrial Opportunity Partners. Nel 2018 il gruppo Gvs ha raggiunto un fatturato di circa 203 milioni di euro con un ebitda margin attorno al 22%. Fondata nel 1979 da Grazia Valentini che nel 2002 ha passato le redini ai due figli Marco e Massimo Scagliarini, Gvs è proprietaria di numerosi brevetti, nello sviluppo e nella fabbricazione di prodotti di microfiltrazione per applicazioni soprattutto nei settori medicale e automobilistico.