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Intercos, solo banche estere per l’Ipo. Varrà 1,5 miliardi di euro

Solo global coordinator esteri per Intercos. Sono infatti state definite le banche per la quotazione del gruppo Intercos, leader internazionale nella produzione di cosmetici per conto terzi.
Secondo indiscrezioni, l’azienda avrebbe scelto Ubs, Bnp Paribas e Morgan Stanley e Jefferies. Spicca la mancanza di banche italiane. La matricola era molto ambita tanto che secondo indiscrezioni anche Jp Morgan, oltre a Goldman Sachs, si sarebbero fatte avanti, in particolare JpM con il gran capo Jamie Dimon. Gli azionisti di Intercos hanno optato per l’Ipo negli ultimi mesi, dopo che l’opzione era già stata ventilata negli anni passati.
Attualmente la compagine azionaria fa capo principalmente all’amministratore delegato Dario Ferrari, a un veicolo del fondo L-Catterton e, infine, al fondo Ontario Teachers. Già nel 2015 Intercos aveva rinunciato all’Ipo a Piazza Affari, a causa delle condizioni dei mercati azionari. Subito dopo nella compagine era entrato il fondo L-Catterton. Anche nel 2016 si era parlato di una possibile quotazione, mentre nel 2017 erano circolate voci su uno sbarco sul listino di Seul della holding Intercos Asia Holdings. Ora l’azienda ci riprova.
Intercos è uno dei giganti internazionali nel settore della produzione di cosmetici per conto terzi, con ricavi per oltre 700 milioni di euro e un margine operativo lordo per oltre 100 milioni di euro. Il gruppo potrebbe valere 1,5 miliardi, quindi una delle matricole più attese del prossimo anno.