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Yacht Ferretti, le tre ragioni per cui è saltata l’Ipo. Quel messaggio Bloomberg che avvisava i fondi

Per quale motivo è saltata l’Ipo di Ferretti? A mio avviso le ragioni sono più di una. Mi viene difficile credere che sia saltata soltanto perché i cinesi di Weichai, cioè l’azionista, abbiano ritenuto che il prezzo fosse troppo basso (a 2 euro) rispetto alle potenzialità dell’azienda malgrado il book fosse stato coperto. E’ pur vero che Ferretti è leader nel settore della nautica e ha risultati e ordini dei suoi yacht in crescita. Ma è anche vero che potrebbero essere stati fatti degli errori.

Ecco le motivazioni

1) Il prezzo a 2 euro. La forchetta di prezzo era stata decisa dalle banche in accordo con l’azionista e proprio nel range fra 2 e 2,5 euro. Proprio per proporre la nuova forchetta (dai 2,5-3,7 euro iniziali) l’offerta è stata prorogata due volte. Mi suona quindi un po’ strano che a un passo dalla metà Weichai rifiuti un’offerta a due euro quando quel range era stato voluto e ratificato proprio dallo stesso gruppo cinese pochi giorni prima. Di sicuro Weichai ha fissato inizialmente un prezzo eccessivo (3,7 euro). E come si dice: chi troppo vuole…

2) Resta il mistero degli azionisti cinesi che avrebbero dovuto sottoscrivere gran parte dell’offerta. Questi ultimi si muovevano tramite la Agricultural Bank of China come intermediario. Quando sento parlare di investitori cinesi sono sempre tra lo scettico e il curioso. Mi viene da pensare a un’altra vicenda che ho seguito a lungo: quella della cessione del Milan al cinese Yonghong Li. Non voglio dire che non ci fossero, ma anche in fatto di investitori cinesi bisogna muoversi con cautela. Ci sono investitori buoni ed altri meno buoni. E bisogna poi ricordare un altro grande tema regolamentare: molti investitori cinesi portano soldi in Europa, ma poi faticano a rispettare la normativa bancaria del “know your customer”, cioè conosci il tuo cliente.

3) C’è un ultimo tema che ho notato grazie a un amico trader di Borsa. Ieri c’è stato un message di Bloomberg in cui si avvisava che il deal era allocato per il 40 per cento a soggetti non istituzionali e che il 60 per cento era in mano a 5 soggetti (molti cinesi) e che infine il book era coperto solo una volta, al minimo. Conclusione: facile pensare che alcuni asset manager istituzionali, quelli più seri, abbiano pensato che tutta l’architettura dell’operazione stava in piedi davvero a fatica….