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Ecco perché è fallita la trattativa tra Ferrero e Vialli per la cessione della Sampdoria

Una differenza enorme di valutazione: circa 50 milioni di euro. E’ fallita per questo motivo la trattativa tra il presidente e proprietario della Sampdoria Massimo Ferrero e CalcioInvest, la società veicolo capitanata dall’ex campione Gianluca Vialli (oltre che dall’amico e socio in affari Fausto Zanetton) e sostenuta finanziariamente da due uomini d’affari, l’americano Jamie Dinan e il russo Alex Knaster.
I calcoli del divario tra potenziali acquirenti e venditore sono focalizzati su una cifra: 100 milioni. Era questa l’asticella messa da Massimo Ferrero per la cessione del suo club. Con i debiti (35 milioni circa ma con un trend recente di crescita) si arrivava a 130-135 milioni complessivamente.
Al contrario, i compratori avevano una stima ben più bassa, emersa alla fine della due diligence (effettuata con gli advisor di Ernst&Young e con i legali di Cms) sui bilanci e le attività del club blucerchiato. CalcioInvest aveva una valutazione di 50 milioni che con i debiti arrivava a circa 80-85 milioni, forse addirittura qualcosa in più. Era stato previsto anche un intervento economico dall’ex presidente Edoardo Garrone, attraverso la holding di famiglia San Quirico: una ventina di milioni, sotto forma di prestito pluriennale.
Ma quanto vale la Samp? La valutazione di Ferrero, sembra davvero elevata se si tengono in considerazione altri aspetti: in primo luogo, il nuovo acquirente dovrà iniettare nuove risorse in aumento di capitale per rafforzare una rosa che al momento appare indebolita. Ma anche dal punto di vista dei multipli, la valutazione di Ferrero è eccessiva.
I club di calcio, tranne che non siano brand iconici e globali, si possono valutare infatti in due modi: come multipli sul margine operativo lordo (in genere circa 8-9 volte), parametro che tuttavia è influenzato dalle entrate non ricorrenti, cioè dalle plusvalenze. È allora migliore una valutazione di una squadra in base a multipli sul fatturato: in genere circa 1,4 volte il giro d’affari caratteristico. Ora il club blucerchiato (se si includono i soli ricavi da diritti tv, commerciali e da stadio e con esclusione delle plusvalenze) ha un fatturato di una sessantina di milioni. Nel 2017 era di 60,8 milioni. Con un multiplo di 1,4 volte sul fatturato si arriva a un valore d’impresa attorno agli 85 milioni (compresi i debiti): quindi proprio la valutazione data da CalcioInvest.
Ora resta da capire se ci saranno margini per riavviare una trattativa, che al momento appare definitivamente affossata: in una fase in cui lo stesso Ferrero è al lavoro per rilanciare il suo business immobiliare e cinematografico, con la sub-holding Eleven Finance.

  • Carlo Festa |

    I debiti non sono mutui immobiliari. O almeno non tutto: sono finanziamenti per l’attività. In ogni caso nella valutazione si prende in considerazione il cosiddetto enterprise value (valore d’impresa). 1,4 per 63 fa circa 85 milioni. che è il valore d’impresa che comprende tutto: anche i debiti.

  • Ric |

    Buon giorno,
    non mi è chiaro un punto della valutazione. Se il valore commerciale è dato dal fatturato moltiplicato il coefficiente 1.4 perché dovrebbe essere comprensivo anche dei debiti che altro non sono che un mutuo immobiliare e cioè il corrispettivo di immobili che diventeranno capitale della società?
    Se non ci fosse il mutuo il fatturato sarebbe sempre 60mln e il coefficiente sempre 1.4 quindi il valore di vendita 85mln senza debiti…quindi se gli acquirenti vogliono entrare in possesso anche degli immobili si devono accollare il mutuo a parte.
    Detta così allora sarebbe stato meglio non investire in capitalizzazioni immobiliari.
    Mi può chiarire meglio?
    Grazie per l’articolo

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