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Saudi Aramco scalda i motori in vista della mega-Ipo: scelte le banche

Saudi Aramco scalda i motori in vista di quella che si preannuncia come la Ipo della più grande società al mondo, capace nel 2018 di macinare 111 miliardi di dollari di utili, quasi il doppio di quelli prodotti da Apple, e di estrarre 13,6 milioni di barili di greggio al giorno,
l’equivalente di 7 Eni messe insieme. Il gigante petrolifero saudita ha schierato la squadra di banche che dovranno curare la quotazione e che inanella, in prima fila come ‘joint global coordinators’, Bank of America, Citigroup, Credit Suisse, Goldman Sachs, Jp Morgan e Morgan
Stanley. L’accelerazione è stata confermata dal ceo di Saudi Aramco, Amin Nasser, secondo cui l’ipo si farà “molto presto”. L’obiettivo, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, è sbarcare in Borsa prima della fine del 2019, forse già a novembre. Il principe Mohammed bin Salman (lo stesso accusato da un’indagine dell’Onu di essere responsabile dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi) nel 2016 aveva attribuito ad Aramco una valutazione di circa 2.000 miliardi di dollari. Stima giudicata generosa dagli analisti, i cui calcoli si attestano attorno a 1.500 miliardi di dollari.