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BANCA CARIGE

Carige nella terra di nessuno: in alto mare tutte le opzioni (fondi, salvataggio di sistema e di Stato)

Carige naviga nella terra di nessuno. Dopo l’offerta ritirata di Blackrock, tutte le opzioni sono aperte ma nessuna sembra favorita. L’unica sensazione è che la partita per il riassetto possa andare a dopo l’estate. La banca, al momento, non ha subito contraccolpi di liquidità.
Tuttavia non c’è ancora una precisa direzione da seguire. I potenziali compratori sono gli stessi che si erano aggirati sul dossier prima che venisse seguita l’opzione Blackrock; cioè Varde, Warburg Pincus e Apollo. Ma nessuno sta procedendo in modo deciso sull’operazione.

Poi, notizia di oggi, lo schema volontario del Fondo interbancario, dopo il ritiro improvviso e inatteso di Blackrock, ha rinunciato a convertire il bond da 312,8 milioni di Banca Carige. La decisione presa dal Consiglio del fondo sarà proposta martedì in assemblea dello schema. La conversione del Bond era un passaggio del salvataggio della banca ligure con i fondi americani. Fonti dello schema volontario spiegano che resta aperta tutta una panoplia di interventi ma lo schema volontario al momento non effettuerà l’ingresso nel capitale di Carige.

C’è l’ipotesi di un intervento di sistema: le banche, da Unicredit e Bper, hanno dato la loro disponibilità a parole, ma poi bisognerà andare dalle parole ai fatti. Anche perché l’eventuale intervento su Carige, diventerebbe poi un precedente. Perché non attuare lo stesso intervento anche su altre banche in difficoltà?

L’opzione al momento più remota è il salvataggio di Stato di Carige, sullo stile Mps: fermo restando che bisognerà dimostrare l’interesse nazionale, nessuno al Governo sembra volersi muovere prima delle elezioni europee e prima dell’insediamento della commissione banche.