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Coach vuole Golden Goose, ma Carlyle chiede un miliardo

La vogliono in tanti, ma l’azionista, il fondo americano Carlyle, ha deciso di non vendere: oggetto del contendere è Golden Goose, società italiana produttrice di abbigliamento di lusso, nota soprattutto per il brand di sneaker. Sarebbero infatti arrivate manifestazioni d’interesse per l’azienda: fra queste ci sarebbe quella del colosso del lusso Tapestry, multinazionale americana con tre marchi: nota per Coach, Kate Spade e Stuart Weitzman.
Ma le avances, secondo i rumors, non sarebbero state prese in considerazione da Carlyle, che in Italia è guidata da Marco De Benedetti. Golden Goose sta crescendo a doppia cifra, dopo l’acquisizione di Carlyle di due anni fa per 400 milioni. Ha chiuso il 2018 con un giro d’affari di 185 milioni e un margine operativo lordo superiore ai 50 milioni: generazione di cassa che ha permesso di ridurre l’esposizione verso le banche (oggi l’indebitamento si assesta a poco meno di 100 milioni) e di elargire un dividendo proprio a Carlyle. Oggi si parla di una valutazione futura, ai multipli del lusso, vicina al miliardo. Tanto che, secondo Mergermarket, alcune banche d’affari avrebbero proposto a Carlyle l’Ipo sulla scia del successo di anni fa con Moncler.