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Scontro in assemblea ePrice tra Arpe e il fondatore Ainio

Matteo Arpe non vuole perdere la scommessa che aveva fatto quando ha deciso di investire su Banzai (oggi ePrice). Lo scontro con il socio fondatore Paolo Ainio si fa aperto, “la strategia stand alone è fallita” dice il finanziere che all’assemblea del 16 aprile vuole sostituire la maggioranza del consiglio. Sator, con il 20,8%, candida Moshe Sade Bar (48 anni israeliano, venture capitalist ed esperto di tecnologia) alla presidenza e propone un nuovo piano di crescita che punta su “una fusione con un competitor tedesco o britannico per costituire uno specialista pan-europeo degli elettrodomestici ‘bianchi'”. Non viene messo in discussione il ceo Ainio ma verrà proposta la sostituzione di 7 consiglieri su 11. Serve “discontinuità” dichiara Arpe e contesta al manager (così come all’ex ad Pietro Scott Jovane che ha guidato la società dal 2015 al 2018) di essersi dati dei compensi sproporzionati ai risultati (4 milioni in 5 anni). Dalla quotazione nel 2015, spiega l’Ansa, il titolo ha perso l’80% (da 6,75 a 1,40 euro) del suo valore, “ha bruciato cassa per 130 milioni di euro” si legge nella presentazione pubblicata in vista dell’assemblea, si sono susseguiti “5 business plan in 7
anni e l’obiettivo del breakeven dell’ebitda non è stato mai raggiunto”. La nuova strategia si focalizza sulla redditività, punta a una “crescita organica dei ricavi attraverso nuovi modelli di advertising, un più alto valore medio degli ordini e partnership con retail fisici”. Inoltre propone la creazione di un comitato strategico nel board, sotto la guida del nuovo presidente per trovare e realizzare una operazione di trasformazione strategica nei prossimi 12-18 mesi.

  • giovanni |

    Ainio ha ceduto alla tentazione “io so io e voi nun siete un c…” perchè se avesse sfruttato la scia di scott jovane, sarebbe ripartito alla grande mettendosi gradualmente e silenziosamente in disparte. perchè in italia quando uno crea un azienda si persuade che l’opera , manco fosse un orologio, non richiede più se non aggiustamenti e migliorìe e questa è evidentemente una tendenza pedante e letteraria nel nuovo capitalismo italiano il quale per tale motivo arranca e implode facilmente salvo casi di internazionalità o di una visione saldamente europea come arpe stesso testimonia e come si legge nel documento di arepobz punto lu che invito tutti a leggere, quanto meno per la lucidità sintentica e perentoria, brutale, ma anche insolitamente open-minded per così dire, cioè:
    le cose non vanno per niente ma vediamo assieme che fare.
    Ainio dunque rappresenta suo malgrado e nonostante il suo afflato pioneristico un trend molto comune da noi di insufficienza di collegialità di idee, senza cui il drive pioneristico si risolve nel bluff di chi vuole asserire ma senza dar prove .
    speriamo che capisca così da mandare un messaggio ai giovani e alle imprese vere, cioè quelle che vogliono prepararsi ad esporsi al rischio di fare impresa sul serio.
    Forza Ainio! sei tutti noi
    saluti,
    giovanni

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