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Julius Baer cede Kairos: in corsa Mediobanca e Lombard Odier

Il gruppo elvetico Julis Baer accelera sulla cessione di Kairos, la società finanziaria milanese fondata e guidata ancora oggi da Paolo Basilico.
Dopo aver inviato i teaser a oltre una ventina di soggetti, ora si sarebbe passati alla fase due: dovranno quindi essere raccolte le manifestazioni d’interesse. Al lavoro è l’advisor Goldman Sachs. Il prezzo richiesto sarebbe attorno ai 400 milioni di euro.
Julius Baer è entrata progressivamente nella compagine azionaria fino a prendere il controllotra il 2017 e il 2018. Però l’anno scorso la banca svizzera ha mutato la sua strategia e ha deciso di cedere alcune attività nell’asset management, fra cui proprio Kairos.
L’operazione si presta più a una soluzione di tipo strategico, quindi con l’acquisto da parte di un altro gruppo attivo nel risparmio e negli investimenti, piuttosto che a un’opzione finanziaria, con la discesa in campo di un fondo di private equity. La transazione si preannuncia poi complessa sul lato delle trattative, in quanto l’acquirente dovrà essere gradito al management storico del gruppo, che custodisce le relazioni con la clientela.
Condizioni che alla fine dovrebbero scremare notevolmente i possibili candidati all’acquisto, rispetto alla lista iniziale di una ventina di soggetti.
Tra i gruppi più attivi sul dossier ci sarebbe per ora Mediobanca. Quello di piazzetta Cuccia sarebbe al momento un interesse solo potenziale, che potrebbe avere senso per il percorso di crescita nel wealth management che la banca ha ora in corso.
Al momento però Mediobanca non sarebbe in due diligence né più avanti rispetto ad altri soggetti che hanno ricevuto la documentazione, i cosiddetti teaser, su Kairos da parte di Goldman Sachs.
Tra gli altri gruppi che starebbero esaminando l’operazione ci sarebbe anche Lombard Odier, una delle più importanti banche private in Svizzera e in Europa.
Il dossier sarebbe stato esaminato anche da altri gruppi italiani che al momento però si sarebbero chiamati fuori dalla partita: cioè Dea Capital (gruppo De Agostini) e Banca Profilo. Interessati potrebbero essere anche gruppi assicurativi italiani ed esteri.
Tra i fondi di private equity che hanno esaminato il dossier ci sono invece gruppi specializzati in servizi finanziari, come Apax Partners, Centerbridge, Altas Merchant, Jc Flowers e infine Hellman&Friedman. In ogni caso per la conclusione dell’operazione si prevedono tempi abbastanza lunghi.