Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
BANCA CARIGE

Domani il piano industriale di Carige: sul tavolo la cessione degli Npl e 5 manifestazioni per la banca

Settimana cruciale per Carige. I riflettori sono puntati sulla giornata di domani, quando i tre commissari straordinari – Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener – alzeranno il velo sul piano industriale. Le due direttrici saranno un calo del livello del cost/income e una pulizia quasi totale dagli Npl. L’obiettivo è presentare una banca di nuovo attrattiva per gli investitori, evitando una nazionalizzazione. Proprio su quest’ultimo fronte sono arrivate nell’ultimo mese cinque manifestazioni d’interesse: 3 da parte di fondi (si parla della divisione private equity dell’asset manager Usa Blackrock e di Apollo) e due da parte di soggetti bancari (circola il nome del Credito Emiliano, anche se l’istituto ha sempre negato). Anche altre banche osservano il dossier. «È ovvio che per il momento non c’è una situazione per la quale la nostra banca sta guardando a Carige, dopodiché vedremo gli sviluppi» ha detto Giuseppe Castagna, Ad di Banco Bpm.

Condizione essenziale è che i compratori futuri possano trovare una banca ripulita dalla maggioranza del portafoglio di crediti problematici, in osservanza del pressing messo in atto dalla Bce. Per questo motivo, su un binario parallelo, Sga e Credito Fondiario hanno formalizzato le offerte per i crediti deteriorati. Le proposte riguarderebbero l’intero portafoglio messo in vendita nella procedura avviata a gennaio dalla struttura commissariale, con il supporto di Ubs. Sul tavolo un portafoglio da quasi 2 miliardi tra Npl e Utp. Sga, controllata dal Tesoro, e Credito Fondiario collaborano da tempo con la banca ligure sul dossier degli Npl, aspetto che li ha aiutati a velocizzare i tempi viste le richieste di Bce: fra l’altro, Credito Fondiario ha in essere con l’istituto un contratto decennale di gestione sui nuovi flussi di non performing loan. Con la cessione Carige intende ridurre la percentuale di crediti deteriorati lordi, che attualmente ammontano a 2,8 miliardi di euro, tra il 5 e il 10% del totale del portafoglio crediti.