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Alitalia sempre più statale: entra anche il Mef. Altri soldi pubblici volatilizzati

Come si sapeva, malgrado gli annunci trionfalistici del Governo sull’appetibilità per i gruppi esteri della nuova Alitalia, alla fine la compagnia di bandiera sarà salvata con altri soldi pubblici. Probabilmente tanti.

Altri soldi pubblici dopo i tantissimi già volatilizzati. Nessun socio industriale si ipotizza per ora concretamente all’orizzonte. Nessun accordo vincolante è stato siglato con compagnie estere. Lufthansa si è volatilizzata, Air France è uscita di scena con il pretesto dei contrasti Italia-Francia, e infine resterebbero in corsa l’americana Delta e Easy Jet.

Il Cda di Fs ha indicato di proseguire nelle discussioni con i due gruppi, americani e britannici, dopo l’interesse mostrato. Ci sarebbero, dicono fonti governative, trattative. Ma anche qui resta incertezza su quel 20% che dovrebbero acquisire: quale sarebbe il vantaggio per le due compagnie estere nell’acquisire una minoranza a fianco dello Stato italiano? Forse vantaggi commerciali? Ma sarà necessario verificare in un nuovo piano industriale i possibili vantaggi per soci strategici esteri di minoranza. Ma anche qui siamo nel campo della teoria e dei progetti. Niente di concreto e vincolante è stato firmato.

Per ora di certo c’è soltanto la presenza delle Ferrovie dello Stato, quasi costrette dal Governo ad entrare nella partita mesi fa. E qualche ora fa il governo ha aperto a un ingresso del Tesoro nel capitale della compagnia italiana. La linea emerge da un vertice tenuto nel pomeriggio a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal vicepremier M5s Luigi Di Maio e dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria. E’ stata espressa la disponibilità del governo di partecipare alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il Mef, a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea.

Come avverrà l’ingresso dello Stato? Forse tramite conversione di parte del prestito ponte da 900 milioni di euro, finanziamento che giorno dopo giorno viene bruciato dalla flotta italiana. Poi alla cordata pubblica si potrebbero unire altri soggetti statali.

Insomma, per Alitalia (se il salvataggio sarà solo pubblico) si prospetta ancora una telenovela infinita: tanti soldi dei contribuenti persi, risanamento che ogni volta deve partire da capo. Un nuovo giro di giostra a danno dei contribuenti, quando sarebbe stato meglio cederla anni fa ad Air France per risolvere i problemi attuali, prima che entrasse in campo la (fu) cordata dei capitani coraggiosi. L’unica soluzione al momento, a detta di chi scrive, sarebbe la vendita del controllo di Alitalia a una compagnia estera europea, lasciando a quest’ultima la libertà di risanare i conti e la flotta. Magari con lo Stato solo in minoranza. Lufthansa era pronta ma non gli è stata data mano libera. Ora non resta che aspettare l’ennesima soluzione fantasiosa.