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Il fondo F2i punta sulla Brebemi e cerca un’alleanza con Abertis

Autostrade, torri di trasmissione, energia solare, aeroporti. Il fondo infrastrutturale F2i, guidato da Renato Ravanelli, sta cambiando volto.
L’ultima trattativa in corso è quella con Intesa Sanpaolo che potrebbe permettere ad F2i di arricchire la rete nel settore delle autostrade: nel mirino c’è la quota di Intesa Sanpaolo in Brebemi, la nuova autostrada tra Milano e Brescia, la cui quota di controllo – attraverso la holding Autostrade Lombarde – è detenuta dalla banca guidata da Carlo Messina.
Ma il piano di F2i sarebbe a più ampio raggio: tutto ruota lungo l’arteria autostradale che collega Milano al Veneto attraversando la Lombardia, fino a Padova. Sul tavolo ci sono infatti le due tratte da Milano a Brescia, la Brebemi , e l’autostrada Serenissima, la cui quota di Controllo è di Abertis tramite A4 Holding.
F2i è finora presente nel settore autostradale tramite una minoranza in Infracis, holding che detiene partecipazioni nelle concessionarie Autostrada del Brennero, Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autovie Venete, Autocamionale della Cisa.
Il prossimo passo di F2i sarebbe appunto Brebemi: ma il condizionale è d’obbligo perché Abertis, tramite l’autostrada Brescia-Padova, già socio in Brebemi, avrebbe un diritto di prelazione per pareggiare eventualmente l’offerta di F2i sulla quota di Intesa Sanpaolo.
Quindi il piano di F2i sarebbe di più ampio respiro: un’alleanza incrociata con il gruppo spagnolo Abertis (di recente passato sotto il controllo di Atlantia). Il piano, anche se per ora embrionale, prevederebbe da un lato l’ingresso di F2i in Brebemi e dall’altro l’aumento della partecipazione indiretta di Abertis nello stesso tratto autostradale. F2i, dal canto suo, potrebbe puntare a essere socio di Abertis nell’Autostrada Brescia-Padova, dove per ora è presente in modo indiretto tramite Infracis.
Si tratta di un nuovo riassetto per il gruppo infrastrutturale guidato da Ravanelli che dopo la chiusura del suo terzo fondo ( con 2 miliardi di liquidità) ha avviato un profondo riassetto.È entrato nel settore delle torri di trasmissione e lanciato l’Opa su Ei Towers grazie all’alleanza con Mediaset: mossa che, probabilmente, sarà soltanto la prima all’interno di una fase di consolidamento che potrebbe riguardare RaiWay, Inwit e Persidera.
Dall’altra parte F2i ha conquistato qualche giorno fa l’enorme bacino di impianti solari di Terra Firma in Italia, cioè Rtr. Ma dietro l’operazione di acquisto di Rtr, c’è anche un piano più globale di riassetto dei veicoli societari nel fotovoltaico di F2i. Entro la fine del 2018, tutti gli asset fotovoltaici detenuti dal fondo (389 megawatt) verranno conferiti in Ef Solare Italia che diverrà così uno dei principali operatori europei con oltre 800 megawatt di capacità. Ef Solare, principale operatore italiano del comparto, sarà detenuto al 50% dal terzo fondo di F2i. Ma F2i ha manifestato il proprio interesse a rilevare il rimanente 50% della società attualmente detenuto da Enel. Obiettivo del fondo infrastrutturale, una volta conquistato il 100% di Ef Solare, sarebbe secondo i rumors quello di aprire la società a nuovi co-investitori.