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Il fondo Elliott scende in campo anche nella contesa familiare sulle matite Fila

Il fondo Elliott scende in campo anche nella contesa che sta coinvolgendo Pencil, la cassaforte che controlla il 60,2% del capitale votante della quotata Fila Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, storica azienda lombarda presente in 15o Paesi del mondo con le sue matite colorate.
Su Fila, secondo le indiscrezioni, si sarebbe infatti ricostituita l’alleanza già attiva sul Milan: con Elliott e l’investitore londinese Blue Skye.
L’opportunità di un investimento si è aperta dopo che lo scorso 26 aprile uno dei soci di Pencil, Simona Candela, sorella dell’azionista di maggioranza Massimo Candela, ha ceduto il suo 31% nella holding a Blue Skye per la cifra di 50 milioni di euro.Da notare che maggiore azionista di Pencil (con il 69%) è proprio Massimo Candela, amministratore delegato di Fila. Da tempo fra fratello e sorella le relazioni erano complesse.
Da allora è partita una contesa, anche legale, tra Blue Skye e l’azionista di controllo. Il fondo, con un atteggiamento da operatore attivista, che ha chiesto di essere iscritto a libro soci della stessa Pencil. Ma così non è stato. Così nel mese scorso il gruppo finanziario ha presentato al Tribunale di Milano un provvedimento d’urgenza (articolo 700 del codice di procedura civile) richiesto per essere iscritto a libro soci della holding stessa: ottenendo alla fine parere favorevole.
Massimo Candela, costretto a iscrivere a libro l’inatteso azionista di Pencil, ha dunque presentato reclamo contro la decisione del Tribunale.
Ora l’ultimo capitolo della intricata vicenda: a finanziare Blue Skye nell’operazione (dopo la caparra da 10 milioni pagata a Simona Candela) sarebbe proprio Elliott che avrebbe fornito i successivi 40 milioni per liquidare l’azionista di minoranza sulla base della valutazione di 50 milioni.