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Ferrovie e Alitalia: i dossier Borsa e vendita sempre più nelle sabbie mobili. E Toninelli azzera su Facebook il Cda Fs

Ferrovie dello Stato sempre più lontana dalla Borsa e Alitalia sempre più lontana da un acquirente estero. Sembrano congelati i due dossier che sotto il governo Renzi e poi Gentiloni sembravano ormai a un passo da un approdo. Che farà ora il Governo Lega-5Stelle? Il ministro dei trasporti Danilo Toninelli, in puro stile grillino, ha annunciato su Facebook la decadenza del consiglio di ammnistrazione di Fs: “Ho appena firmato la decadenza dell’intero cda di Fs per chiudere con il passato. Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini che non abbia un risvolto etico. Ora la barra si sposta Sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e qualità dei loro spostamenti. E in tutto questo la ‘cura del Ferro’ ha un ruolo fondamentale”.

Proprio Ferrovie dello Stato aveva posto come base per il suo sbarco borsistico la forte crescita del settore dell’Alta Velocità e dei treni veloci. Lo spostamento delle attenzioni sui treni pendolari e regionali, sicuramente meritevole se verrà effettuata per i cittadini e se non si tratterà soltanto di uno slogan vuoto, tuttavia distoglie le attenzioni dalla strategia ad alta crescita, che era quella dell’Alta Velocità.

C’è da dire che sempre sul fronte Ferrovie verrà anche bloccata la fusione Fs-Anas: “Penso che la decisione sia presa: ci manca ancora qualche dato scientifico, qualche studio dai tecnici, ma non c’è alcun motivo per tenerle insieme”. ha detto sempre il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, in linea con quanto detto dalla Lega nei giorni scorsi. Quindi stop al gigante delle Ferrovie e delle strade.

Buio fitto invece su Alitalia: Ecco Toninelli “Il lavoro sta andando avanti, c’e’ fiducia e penso che dopo l’estate potremo dare qualche notizia e penso che possa essere positiva. Quello di Alitalia è un dossier che deve essere ancora sciolto Sono molto molto fiducioso su Alitalia, che deve rimanere vettore nazionale e avere al centro l’italianita’”. A chi gli chiedeva del possibile ruolo di Cdp, il ministro ha risposto: “Preferisco evitare, il tavolo è aperto, non voglio parlare oggi di investitori e interlocutori singolarmente”. Il piano industriale di Alitalia, ha puntualizzato, “avra’ all’interno quelli che si affacciano su un investimento che può essere fruttuoso per loro”.

Resta da capire chi tra le grandi compagnie aeree (da Lufthansa a EasyJet) che si erano affacciate sul dossier Alitalia avrà il coraggio di investire ora sulla compagnia italiana. Resterebbe, come ipotizzato da più parti, un intervento di Cdp, ma sono i soldi del risparmio postale e significherebbe altro denaro pubblico buttato per l’ex-vettore tricolore.