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Nuovo governo, se lo spread aumenta di 100 punti, gli effetti maggiori sulle banche italiane

I grandi analisti europei guardano alla squadra di Governo del premier incaricato Giuseppe Conte, prima di dare un giudizio finale sugli effetti finanziari possibili in futuro. E’ il caso della banca elvetica Credit Suisse che come è sua abitudine è molto cauta sul tema. Per la banca svizzera la nomina di Giuseppe Conte come premier è neutra in termini di conseguenze. Conte non è visto come un candidato contro l’establishment.

In ogni caso sarà cruciale il team del governo e, in particolare, il ministro dell’Economia: cosa potrebbe succedere se venisse eletto Paolo Savona, voluto soprattutto da Matteo Salvini e chiaramente visto come ministro anti-Ue? Decisioni negative e anti-Ue potrebbero ulteriormente allargare lo spread che attualmente ruota attorno ai 200 punti base .Ad accusare i maggiori effetti di questa volatilità, secondo Credit Suisse, saranno le banche italiane: In base ai calcoli di Credit Suisse, un aumento di 100 punti base dello spread tra Btp e Bund ridurrebbe in media il patrimonio netto tangibile (tangible equity) delle banche italiane di 1 punto percentuale e il Cet1 di 15 punti base, se si guarda il fair value. Al contrario a valori di mercato il calo sarebbe di sette punti percentuali sul tangible equity e di 94 punti base sul Cet1 medio.

Secondo l’analisi di Credit Suisse, che è stata pubblicata oggi, le prime sei banche italiane hanno complessivamente 282 miliardi di euro a valori di mercato di titoli di Stato: di questi 182 miliardi sono titoli italiani. Unicredit 51,3 miliardi su 101, Intesa Sanpaolo 78 miliardi su 106 miliardi, Mps 18,3 miliardi su 25,6 miliardi, Ubi 10,3 miliardi su 16,8 miliardi, Banco Bpm 19 miliardi su 26,3 miliardi e Bper 5,1 miliardi su 5,8 miliardi. Ma quali saranno dunque le conseguenze? L’impatto maggiore sul tangible equity di una crescita del differenziale di 100 punti base sarebbe a carico di Mps (-4,07%), poi Ubi (-2,78%), Banco Bpm (-1,88%), Bper (-1,38%), Unicredit (-0,85%) e Intesa Sanpaolo (-0,14%). In termini di impatto sul Cet1 ratio, l’effetto su Unicredit sarebbe -0,12%, su Intesa Sanpaolo -0,02%, su Mps -0,59%, su Ubi -0,35%, su BancoBpm dello -0,28%, su Bper dello -0,17%. In definita le banche più colpite sarebbero quelle più deboli, appunto come Mps appena uscita da una ristrutturazione, mentre minori effetti ci sarebbero ad esempio su Intesa Sanpaolo (soltanto 0,02% come effetto sul Cet1 ratio).