Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Octo Telematics completa il consorzio per l’Ipo con Barclays e Unicredit

Octo Telematics si prepara alla quotazione a Piazza Affari entro l’estate.
Proprio negli ultimi giorni, secondo indiscrezioni, sarebbe stata raggiunta un’intesa per portare altre due banche nel consorzio in vista dell’Ipo: così mentre in prima fila ci sono già Mediobanca, Citi e Goldman Sachs, si sarebbero aggiunte anche Barclays e Unicredit.
Il gruppo controllato dalla conglomerata russa Renova (con il 68,5% delle azioni) e partecipato dal fondo di private equity anglo-russo Pamplona (con il 26,5%) punterebbe ad approdare a Piazza Affari probabilmente già in maggio. Gli azionisti e i manager del gruppo, fornitore di servizi tecnologici per il settore delle assicurazioni auto, hanno definito lo schema di offerta. L’Ipo si strutturerà come offerta di vendita (opv) di parte del capitale esistente.
C’è da dire che l’Ipo è la strada prescelta in base agli accordi parasociali sottoscritti tra Renova e Pamplona: quest’ultimo ha a disposizione da fine 2017 ai prossimi mesi una finestra temporale, all’interno della quale spetterà al fondo anglo-russo decidere la strada per valorizzare al meglio la partecipazione.
Per questo motivo la quotazione starebbe accelerando e si dovrebbe concretizzare già prima dell’estate: l’offerta si dovrebbe rivolgere quasi esclusivamente alla platea di investitori istituzionali, italiani ed esteri. Il flottante sarà almeno del 35-40%, con i soci attuali che si andranno a diluire.
L’azienda è famosa per la «scatola nera» per automobili e moto, un apparecchio grande come un pacchetto di sigarette che ha permesso alle compagnie di monitorare i sinistri degli assicurati, consentendo dunque forti risparmi ai gruppi assicurativi: una tecnologia, di cui detiene il brevetto e con il 35% del mercato mondiale. Si tratta di un settore che vale complessivamente oltre 600 milioni di euro.
Octo ha attualmente 4,7 milioni e mezzo di clienti in svariati paesi del mondo e ha chiuso il 2017 con un giro d’affari consolidato di 239 milioni e un margine operativo lordo di 117 milioni.
Le banche del consorzio, in questo momento, si stanno focalizzando anche sulla valutazione che i soci potrebbero ottenere per Octo. Gli azionisti Renova e Pamplona punterebbero a ottenere un valore d’impresa di 1,2 miliardi.L’incasso stimato per Renova e Pamplona potrebbe dunque essere superiore ai 300 milioni di euro.