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York Capital sfida Apollo e Manfredi Catella per acquistare Porta Vittoria

I grandi fondi opportunistici americani e inglesi aprono il dossier di Porta Vittoria, l’area milanese, che un tempo era controllata dall’immobiliarista Danilo Coppola, collassata sotto il peso di 400 milioni di debiti, per la quale a fine novembre dovrebbe partire l’asta fallimentare. In corsa, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe il gruppo finanziario York Capital. Ma anche il fondo internazionale Apollo starebbe esaminando il dossier. Sull’operazione ci sarebbe infine anche l’uomo d’affari Manfredi Catella.
La vicenda della cessione dell’area resta tuttavia assai complessa. Il dossier è ora nelle mani dei tre curatori Vincenzo Masciello, Maurizio Orlando e Giorgio Zanetti.
Il prezzo base di 152 milioni. Ma uno dei nodi resta appunto il prezzo. Secondo le indiscrezioni i possibili compratori starebbero valutando la congruità del prezzo fissato dai curatori confrontato con le opportunità e le complessità dell’operazione.
L’area ha alcuni aspetti legali da superare. I curatori stanno cercando di trovare un rimedio al ricorso presentato da una piccola società, la Tecnilens, che possiede una discoteca (il Black Hole) adiacente all’area di Porta Vittoria, e che ha fatto causa, vincendola, sulla base del non rispetto delle distanze tra edifici.
Cosi in luglio il Tribunale di Milano ha ordinato la demolizione di un’edificio di nove piani del complesso Porta Vittoria. Ora i tre curatori avrebbero presentato ricorso per far valere le loro ragioni contro la demolizione. In ogni caso fra le parti potrebbe essere trovata una transazione.
Il maggiore creditore è il BancoBpm: il credito vantato nei confronti della società deriva quasi interamente da un finanziamento garantito ipotecariamente (219,4 milioni) e in via residuale da scoperto di conto corrente (5,6 milioni) . Tuttavia proprio sul ruolo passato del Banco Popolare si è aperto negli ultimi mesi un’ulteriore controversia, sulla quale ha aperto un faro la Procura di Milano. Sull’avvio di indagini della Procura potrebbe aver avuto un ruolo l’immobiliarista Danilo Coppola, che aveva gridato al complotto per essere stato espropriato dei suoi beni.
Il ruolo del Banco Popolare, a quel tempo, è così sotto indagine per aver svolto una presenta attività di direzione e coordinamento su Porta Vittoria Spa. Pier Francesco Saviotti, nella sua qualità di ex amministratore delegato del Banco Popolare, risulta indagato nella vicenda.
Inoltre il credito del Banco Popolare, pari a 219,5 milioni, su proposta del curatore, è stato ammesso in coda rispetto agli altri acreditori privilegiati, proprio in base all’ipotesi di attività di direzione e coordinamento della banca, nonostante su quell’esposizione ci sia una garanzia ipotecaria. Decisione impugnata dal Banco Popolare.