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Le banche d’affari presentano a Fca il dossier di Ipo di Magneti Marelli

Potrebbe essere una delle quotazioni più rilevanti del 2018, se la strada prescelta sarà lo sbarco a Piazza Affari come già è stato fatto per Ferrari.
Da quando Sergio Marchionne ha ventilato l’ipotesi di uno scorporo di Magneti Marelli, polo tecnologico della componentistica del gruppo Fca, tutte le grandi banche d’affari avrebbero iniziato a bussare al gruppo italo-statunitense per presentare a manager e azionisti di Fca la loro idea di spin-off e di sbarco borsistico. Il gruppo Magneti Marelli, colosso da 7,9 miliardi di euro di fatturato, secondo le previsioni di alcuni analisti, potrebbe essere valutato tra i 4 e i 5 miliardi. Insomma, si tratta di una valutazione importante che dovrebbe superare tutte le grandi Ipo previste nel 2018: da Valentino fino a Octo Telematics e Ntv-Italo. Restano da capire i tempi di questa operazione. Si starebbe ragionando sul perimetro degli asset da separare dalla casa madre, ovvero se inserire nell’operazione anche Comau (robotica e automazione) e quindi lasciare FCA con le sole attività strettamente automobilistiche. L’ipotesi è quella di quotare il 50% degli asset e scorporare il resto dal Lingotto, per poi assegnare le azioni ai soci, quindi principalmente a Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann. Il valore stimato delle attività della componentistica e robotica oscilla tra i 4 e i 6 miliardi di euro, sufficiente quindi a ridurre il debito netto di FCA (al 30 settembre era pari a 6,3 miliardi di euro, 4,4 miliardi per le sole attività industriali). In ogni caso lo spin-off sbarra la strada alla cessione, ipotesi ventilata lo scorso anno quando si parlava di una possibile vendita dell’azienda di Corbetta ai coreani della Samsung, transazione sfumata.