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Atlantia lancia l’Opas su Abertis da 16,3 miliardi: mega-pool di 20 banche per il finanziamento

Atlantia ha lanciato un’opas sulla spagnola Abertis a 16,5 euro per azione in contanti. Il controvalore complessivo è di 16,341 miliardi per il 100% di Abertis. L’offerta non è finalizzata al delisting di Abertis. In alternativa gli azionisti Abertis possono optare, in tutto o in parte, per un corrispettivo in azioni Atlantia di nuova emissione con caratteristiche speciali, sulla base di un rapporto di scambio di 0,697 azioni Atlantia per ogni azione Abertis. Il valore è determinato sulla base di un valore per azione di Atlantia assunto pari a 24,20 euro, in linea con il prezzo di borsa alla chiusura del 12 maggio 2017 rettificato per tener conto dello stacco della cedola il 22 maggio 2017.
Il pagamento del corrispettivo in azioni speciali Atlantia è soggetto ad una soglia massima di accettazione pari a 230 milioni di azioni Abertis (pari a circa il 23,2% del totale delle azioni oggetto dell’offerta), eventualmente superata la quale sarà effettuato un riparto pro-rata del corrispettivo in azioni, con versamento della rimanente quota in denaro. Le azioni speciali Atlantia offerte in scambio avranno i medesimi diritti economici e amministrativi delle azioni esistenti, salvo le seguenti caratteristiche: non saranno quotate e saranno soggette al vincolo di intrasferibilità fino al 15 febbraio 2019, termine allo scadere del quale saranno convertite automaticamente in azioni ordinarie, sulla base di un rapporto di 1:1.
Avranno un diritto di nominare fino a tre amministratori; conseguentemente, il cda di Atlantia passerà da 15 ad un massimo di 18 componenti. L’efficacia dell’offerta è subordinata al raggiungimento di una percentuale minima di adesione di almeno il 50%+1 azione della totalità delle azioni Abertis oggetto dell’offerta.
Inoltre la quantità minima di adesione alla parziale alternativa in azioni deve essere non inferiore a 100 milioni di azioni Abertis (rappresentanti il 10,1% circa della totalità delle azioni oggetto dell’offerta). L’offerta ha l’obiettivo di creare il leader mondiale nella gestione delle infrastrutture di trasporto con un portafoglio di asset in 19 paesi con 14.095 km di autostrade e 60 milioni di passeggeri negli aeroporti di Roma e Nizza. Il nuovo gruppo sarà il principale operatore di autostrade nel mondo con un Ebitda di 6,6 miliardi di euro e investimenti per 2,4 miliardi di euro (dati 2016, pro forma).
Credit Suisse e Mediobanca assistono Atlantia con il ruolo di financial advisor dell’operazione. Bnp Paribas, Credit Suisse, Intesa Sanpaolo, Unicredit assistono la società come financial debt advisor. Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e DLA Piper (come advisor spagnolo ed internazionale) assistono la società come legal advisor. Goldman Sachs ha rilasciato al cda di Atlantia un’opinione farinose per del prezzo dell’offerta dal punto di vista finanziario.

In costruzione c’è il consorzio per il finanziamento bancario da 11,5 miliardi di euro, che sarà suddiviso in tre tranche: una prima tranche sarà un term loan da 5 miliardi, ci sarà poi un bridge to loan da altri 5 miliardi, cioè un finanziamento ponte in attesa di lanciare un bond per lo stesso importo. Infine ci sarà una tranche da 1,5 miliardi, che verrà rimborsata con il ricavato della cessione del 10% di Aspi-Autostrade per l’Italia ma anche di altre piccole cessioni in programma. Il 10% di Aspi è stato ceduto due settimane fa a un gruppo di investitori tra i quali Allianz Capital Partners e il cinese Silk Road Fund.
Il pool bancario, che per ora conterebbe una quindicina di partecipanti, starebbe arruolando nuovi istituti in queste ore: alla fine le banche finanziatrici potrebbero essere una ventina. In pratica, ci sarebbero tutti i maggiori gruppi italiani e internazionali, anche se con un impegno finanziario differente: tra le italiane Intesa Sanpaolo, UniCredit-Bnl-Bnp Paribas, Ubi, BancoBpm, Bper e Cdp. Tra i gruppi internazionali Credit Suisse, che è anche advisor, ma anche Crédit Agricole, SocGen, Natixis, Jp Morgan Bofa Merrill Lynch, Deutsche Bank e Citigroup.