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Milan risarcisce alla Fiera 5,5 milioni per il progetto stadio voluto da Barbara Berlusconi

Perde 5,5 milioni di euro il Milan nella contesa con la Fondazione Fiera per il progetto dello stadio, poi fallito, al Portello: un progetto che era fortemente caldeggiato da Barbara Berlusconi. Emerge dal bilancio del Milan. La vicenda inizia nel 2016 quando il Milan, in collaborazione con Arup Italia, presenta alla Fondazione Fiera una manifestazione d’interesse non vincolante in relazione alla riqualificazione del padiglione 1 e 2 Portello a Fieramilanocity. Poco dopo la Fiera dava l’esclusiva al Milan sul progetto. Ma di li a poco il Milan faceva dietrofront dopo aver valutato l’eccessiva onerosità degli obblighi contrattuali come le opere di bonifica. L’Ente Fiera citava quindi il Milan a comparire davanti al Trbunale di Milano chiedendo danni per 36 milioni. Ma il club rossonero rispondeva e chiedeva danni per 10 milioni di euro. Ne era seguita una querelle legale con botta e risposta fino alla fine del 2016: quando le due parti trovavano una transazione rinunziando alle rispettive cause. Ma è il Milan a dover tirare fuori dalla cassa 5,5 milioni di euro. Somma che è stata versata ad inizio marzo, poco prima dell’arrivo di Mr Li.

BERLUSCLOSING, IL LIBRO SUGLI ULTIMI 3ANNI DI TRATTATIVE SUL MILAN: CON DOCUMENTI INEDITI E IL PIANO DI MR LI
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Come un film di James Bond. Il passaggio del Milan al cinese Yonghong Li, arrivato dopo la trentennale epopea di Silvio Berlusconi, è ricco di misteri e segreti. Come quelli del nuovo proprietario Mr Li: di lui, anche in Cina, si conosce pochissimo. BerlusClosing, disponibile su Amazon, presenta in anteprima informazioni e documenti riservati sul suo patrimonio. E informazioni, tradotte da alcuni giornali cinesi, sul suo passato contraddittorio, come un caso di doppia identità su un’azienda cinese posseduta da Mr Li. Vicenda smentita dal diretto interessato. Fra 18 mesi l’imprenditore cinese dovrà rimborsare i suoi finanziatori, cioè il fondo americano Elliott, dei soldi prestati. Se non lo farà, sarà il gruppo americano a diventare il nuovo proprietario del Milan e a poterlo rivendere a un nuovo acquirente. E alcune leggende metropolitane indicherebbero come possibile un ritorno al passato: cioè potrebbe farsi avanti una cordata capitanata dall’ex-amministratore delegato Adriano Galliani. Leggende metropolitane a parte, le vicende del club rossonero, la squadra più titolata al mondo, resteranno per tanto tempo sotto i prossimi riflettori della cronaca. Si tratta di un film, per alcuni versi giallo, che riserverà ancora delle sorprese, dopo gli ultimi tre anni di trattative di cui BerlusClosing racconterà nel dettaglio i retroscena. Sul dossier Milan si sono catapultati i personaggi più strani: dall’avvento di Mr Bee e dei suoi “pittoreschi” advisor, fino all’arrivo sulla scena di un presunto emiro arabo (svanito senza pagare il conto dell’albergo), per arrivare a una principessa thailandese e alla cosiddetta dama cinese. E’ infine stato il momento dell’americano Sal Galatioto e, per ultimo, ha giocato il poker vincente il cinese Yonghong Li, che ha calato i 520 milioni necessari a convincere Fininvest, anche se con grandi difficoltà a reperire i soldi. E proprio sui soldi sono puntati i riflettori: con tutte le leggende metropolitane degli ultimi anni, compresa una strana inchiesta della Procura di Milano sulla società di uno degli advisor di Mr Bee, leggende che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini a portare al Tribunale di Milano la documentazione sulla provenienza della liquidità di Yonghong Li per eliminare ogni dubbio sulla tracciabilità del denaro.