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Insegne del gruppo Mediaset a Cologno Monzese. Gli utenti di Mediaset Premium a marzo sono cresciuti a 4,18 milioni in totale, contro i 3,88 milioni di fine 2010 e i 3,73 milioni di fine 2009. Si tratta dei dati che i vertici del gruppo televisivo hanno utilizzando per la presentazione dei dati 2010 agli analisti finanziari. In particolare gli utenti Mediaset Premium sono 1,9 milioni in abbonamento e 2,3 milioni con tessere prepagate. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Fininvest al 41% di Mediaset: il ruolo dei soldi di Yonghong Li per il Milan

Provvidenziale sono stati i soldi di Mr Li. Fininvest venerdì è salita dal 39,53% del capitale e al 41,09% dei diritti di voto in Mediaset dal 38,2% del capitale e dal 39,7% dei diritti di voto. L’holding dei Berlusconi in questo modo rafforza il controllo sul gruppo televisivo dopo la scalata a quasi il 30% della francese Vivendi. Fininvest tra il 20 aprile e l’11 maggio ha acquistato 15 milioni di azioni ordinarie di Mediaset, pari all’1,27% del capitale sociale: agli attuali prezzi di Borsa l’esborso è stato superiore ai 50 milioni. Dall’uomo d’affari cinese Yonghong Li il 14 aprile scorso Fininvest ha incassato il saldo dei 520 milioni di valutazione complessivi del club rossonero, dopo aver ottenuto tre anticipi da complessivi 250 milioni nei mesi precedenti. Ora l’holding dei Berlusconi, per non superare le soglia dell’Opa obbligatoria, potrà eventualmente effettuare nuovi acquisti su Mediaset nel prossimo inverno.

PERCHE’ LA FAMIGLIA BERLUSCONI HA VENDUTO IL MILAN? SU BERLUSCLOSING, IL LIBRO SUGLI ULTIMI ANNI DI TRATTATIVE, TUTTI I SEGRETI DELLA CESSIONE DEL CLUB
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Come un film di James Bond. Il passaggio del Milan al cinese Yonghong Li, arrivato dopo la trentennale epopea di Silvio Berlusconi, è ricco di misteri e segreti. Come quelli del nuovo proprietario Mr Li: di lui, anche in Cina, si conosce pochissimo. BerlusClosing, libro disponibile su Amazon, presenta in anteprima informazioni e documenti riservati sul suo patrimonio. E informazioni, tradotte da alcuni giornali cinesi, sul suo passato contraddittorio, come un caso di doppia identità su un’azienda cinese posseduta da Mr Li. Vicenda smentita dal diretto interessato. Fra 18 mesi l’imprenditore cinese dovrà rimborsare i suoi finanziatori, cioè il fondo americano Elliott, dei soldi prestati. Se non lo farà, sarà il gruppo americano a diventare il nuovo proprietario del Milan e a poterlo rivendere a un nuovo acquirente. E alcune leggende metropolitane indicherebbero come possibile un ritorno al passato: cioè una cordata capitanata dall’ex-amministratore delegato Adriano Galliani potrebbe farsi avanti. Leggende metropolitane a parte, le vicende del club rossonero, la squadra più titolata al mondo, resteranno per tanto tempo sotto i prossimi riflettori della cronaca. Si tratta di un film, per alcuni versi giallo, che riserverà ancora delle sorprese, dopo gli ultimi tre anni di trattative di cui BerlusClosing racconterà nel dettaglio i retroscena. Sul dossier Milan si sono catapultati i personaggi più strani: dall’avvento di Mr Bee e dei suoi “pittoreschi” advisor, fino all’arrivo sulla scena di un presunto emiro arabo (svanito senza pagare il conto dell’albergo), per arrivare a una principessa thailandese e alla cosiddetta dama cinese. E’ infine stato il momento dell’americano Sal Galatioto e, per ultimo, ha giocato il poker vincente il cinese Yonghong Li, che ha calato i 520 milioni necessari a convincere Fininvest, anche se con grandi difficoltà a reperire i soldi. E proprio sui soldi sono puntati i riflettori: con tutte le leggende metropolitane degli ultimi anni, compresa una strana inchiesta della Procura di Milano sulla società di uno degli advisor di Mr Bee, leggende che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini a portare al Tribunale di Milano la documentazione sulla provenienza della liquidità di Yonghong Li per eliminare ogni dubbio sulla tracciabilità del denaro.