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Ecco perché Unicredit ha scelto la vendita lampo degli Npl in vista dell’aumento di capitale

Buona parte dei quasi 12 miliardi di euro di perdita di Unicredit nell’ultimo esercizio deriva dalle svalutazioni del portafoglio di non performing loan ceduti a Fortress e Pimco: un mega-pacchetto da 17,7 miliardi. Si è trattato di un’operazione cruciale per ripulire il bilancio della banca in vista dell’aumento di capitale da 13 miliardi. Ebbene, questi 17,7 miliardi sarebbero stati suddivisi in questo modo: sofferenze per 3,5 miliardi secured (con sottostante immobiliare) a Pimco e la quota restante Npl unsecured in un portafoglio destinato a Fortress. Ma ciò che ha sorpreso gli addetti ai lavori è che l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha scelto la strada più veloce per ripulire il portafoglio.
Aspettando qualche mese Unicredit, forse, avrebbe infatti potuto recuperare qualche centinaio di milioni in più optando per altre strade diverse dalla vendita tout court: ad esempio optando per le Gacs, quindi le garanzie statali. Invece Mustier ha scelto la strada più veloce (e anche in un certo senso più penalizzante) vendendo il mega-portafoglio di sofferenze (a un prezzo che secondo alcuni rumors sarebbe addirittura attorno ai 15 centesimi per ogni euro) in modo da arrivare il prima possibile all’appuntamento dell’aumento di capitale, che dovrebbe partire proprio in questi giorni.