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Le sabbie mobili della giunta Raggi, gli immobili di Cdp e la fuga degli investitori

I grandi investitori immobiliari temono la giunta Raggi. E’ una situazione particolare quella che si è creata a Roma sul mercato del real estate. Mentre continuano a andare per la maggiore i trophy asset della capitale, gli investitori sembrano voler evitare qualsiasi acquisto che preveda lunghe (e complesse) discussioni con l’amministrazione comunale. Questa rubrica ha già dato conto dell’immobile di via Curtatone a Roma, acquistato da un fondo gestito da Idea Fimit 4 anni e mezzo fa e occupato da 4 anni da fantomatici movimenti per il diritto alla casa. In via Curtatone l’immobile doveva essere ristrutturato per farne un grande albergo. Ma per ora di grande ci sono soltanto le spese sostenute da un’incolpevole Idea Fimit con i soldi delle casse previdenziali (sottoscrittici del fondo): circa 5 milioni per le utenze che continuano a funzionare a vantaggio degli occupanti senza che il Comune, né la Questura né il Governo abbiano la minima preoccupazione di risolvere la situazione creatasi.
Ma altri casi ed esempi si sommano e testimoniano il grande scetticismo degli investitori immobiliari per certi tipi di asset della capitale. In vendita c’è infatti una grande area di sviluppo, l’ex-caserma Guido Reni, una vecchia area militare dismessa dove sarebbe dovuto nascere un nuovo quartiere. A venderla è la Cassa Depositi e Prestiti all’interno di un portafoglio di 9 asset (una parte dei quali a Roma) da circa 150 milioni di euro. Ma anche qui gli investitori temporeggiano: comprarla significherebbe dover avviare lunghi negoziati con l’amministrazione. E l’attuale situazione in Comune, con la giunta Raggi nelle sabbie mobili ormai da mesi tra dimissioni e il recente arresto di Raffaele Marra, fa prevedere lungaggini e difficoltà burocratiche.