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La crisi Alitalia e le tante cariche del mediatore Luca Cordero di Montezemolo

La crisi Alitalia e il fantasma del fallimento con i soci che rimettono mano al portafoglio per consentire all’ex compagnia di bandiera di superare l’impasse di queste settimane. L’altro ieri l’assemblea degli azionisti ha deliberato un finanziamento a breve termine per consentire al management, nei prossimi 60 giorni, di avviare una drastica riduzione dei costi. Il negoziato tra i vari protagonisti è ripreso, anche con la mediazione del presidente Luca Cordero di Montezemolo, per ammorbidire le posizioni di Intesa e UniCredit, che sono sia azionisti sia creditori dell’aviolinea. Ora i prossimi due mesi saranno cruciali per il nuovo piano industriale. I riflettori, tra i diversi protagonisti della vicenda, restano puntati su Luca Cordero di Montezemolo, mediatore del riassetto in corso. L’imprenditore e manager è presidente di Alitalia, ma può vantare anche il ruolo di di vicepresidente in Unicredit, cioè la banca maggiormente esposta sulla compagnia di bandiera assieme a Intesa Sanpaolo. Da non dimenticare che lo stesso Montezemolo, sempre nel settore dei trasporti, è anche uno dei maggiori azionisti e fondatore di Ntv, la società proprietaria dei treni Italo (con la tratta Milano-Roma) di cui è anche consigliere. Insomma, tante le cariche sul piatto per uno dei maggiori protagonisti della vicenda Alitalia.

  • Enrico |

    L’85% del fatturato Alitalia è generato da traffico aereo, di cui il 70% da tratte internazionali ed intercontinentali. Solo il 10% è generato da traffico interno con perdite enormi che impattano pesantemente sul profitto. È un dato di fatto che l’alta velocità e le compagnie low cost hanno eroso i margini e il market share Alitalia sulle tratte interne. Infine è noto che il dott. Luca Cordero di’ Montezemolo, uno dei fondatori di NTV, ovvero Italotreno, anche se con i bilanci in rosso, competitor di Alitalia, è anche Chairman della compagnia aerea, con velato conflitto d’interesse. Perché quindi non chiudere le tratte interne a breve e medio raggio, e lasciare operare solo quelle a lungo raggio ovvero 500 km+, valutando l’acquisizione di NTV e potenziare le tratte interne ad alta velocità. Certo non azzererebbe subito e del tutto il deficit di Alitalia, ma meglio che coprire rotte a perdita sicura.

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