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Eon e Iren cedono il rigassificatore di Livorno: First State in pole position

Il fondo inglese First State, uno dei colossi internazionali delle infrastrutture, in pole position per l’ingresso nel capitale di Olt Offshore Lng Toscana, che detiene proprietà e gestione del terminale di rigassificazione al largo di Livorno.
Una procedura di valutazione di nuovi soci, secondo le indiscrezioni, sarebbe in corso.
Attualmente l’utility Iren detiene una partecipazione del 49,07 % nell’impianto insieme a Uniper (partecipata della tedesca Eon) (con il 48,24%) e a Golar Lng (con il 2,69%). Obiettivo del riassetto azionario resterebbe soprattutto la quota della tedesca Eon, alle prese da tempo con una razionalizzazione delle proprie attivita’ in Italia. Resta da capire se anche Iren valutera’ (o meno) di dismettere il proprio pacchetto azionario.
In corsa, in un processo che vedrebbe coivolte le banche d’affari straniere Barclays e Goldman Sachs oltre allo studio Gattai, ci sarebbero assieme al fondo First State, anche altri fondi infrastrutturali come il francese Antin e l’australiana Macquarie. Tra i possibili interessati anche il braccio dedicato agli investimenti infrastrutturali di Morgan Stanley.
Una decisione sulla vendita potrebbe essere presa entro fine anno e il gruppo First State sembra in questo momento il favorito.
Il terminale di rigassificazione al largo di Livorno e’ ben noto alle cronache in quanto l’impianto è stato dichiarato dal governo “infrastruttura strategica” a seguito dell’emissione di un decreto da parte del ministro dello Sviluppo economico e ha quindi beneficiato del diritto al “fattore di garanzia”: cioè dispone di una tariffa sicura anche in caso di inattività. Si tratta dunque di un asset di interesse per i fondi infrastrutturali che guardano a un rendimento garantito. Compito del terminale livornese e’ quello di riportare il gas liquido allo stato gassoso per poi immetterlo nella rete. Negli ultimi anni il rigassificatore Olt ha potuto contare su un ritorno sul capitale investito pari a circa il 7 per cento. Iren, lo scorso anno, ha chiesto all’Autorità per l’energia elettrica il gas e i servizi idrici (Aeeg) un ritorno maggiore per l’impianto (a circa il 10-15 per cento) ma la richiesta e’ per ora stata respinta dal Tar. L’impianto puo’ inoltre contare su buone prospettive per il futuro, a partire dal 2017, in quanto e’ attesa una ripresa dei consumi di gas a livello nazionale, e in generale in Europa.
Altro punto fondamentale resta quello della governance in caso di riassetto azionario. Oggi complessivamente Iren ed Eon detengono circa il 97,31% del capitale dell’impianto. La governance resta attualmente paritetica fra i due soci di maggioranza.